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Blog  di Caranas

MALEDETTI SAVOIA

29 Novembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

" L'Unità d'Italia, un'annessione forzata"

                                                                     di Carmelo Anastasio

 

Nota :aggiorn. del 19.2.2011

Calderoli e Bossi non festeggeranno l'Unità d'Italia. Non solo, ora propongono l'eliminazione della festa del 1° maggio (a recupero). Mi domando : ma cosa aspettiamo a dichiarare la Lega incostituzionale ? 

 


Leggendo “ Maledetti Savoia” di Lorenzo Del Boca, vien difficile non  chiedersi se  andò  proprio come l’autore descrive le pagine del nostro Risorgimento. A scuola ci hanno insegnato ad amare Vittorio Emanuele II e gli altri padri della patria per cui , leggere adesso che il re era un gagliardo sciupafemmine, baldanzoso e smargiasso, un re che sperperava il denaro dello stato e così via, si resta basiti. Il quadro è dei peggiori e non si può che pensare che l’unità d’Italia , nonostante siano passati 149 anni, non c’è e forse non esisterà mai. E comunque, se c’è , è fondata su una montagna di menzogne che non fanno onore a chi ha scritto le precedenti storie d’Italia.

Tutto uno slogan allora, non c’è stata liberazione col Risorgimento ma conquista. E sembra addirittura che alcune vittorie siano state comprate con soldo inglese. Possibile che Garibaldi abbia avuto solo culo con la sua spedizione dei Mille?

I malanni del Sud si sarebbero aggravati con il nuovo padrone piemontese (il condizionale in questo momento è d’obbligo perché l’argomento necessita di ricerche e approfondimenti) , la gente meridionale sarebbe stata maltrattata ed in modo volgare, le regioni del Sud non sarebbero state unite nell’unica Italia ma annesse. L’altra cosa che colpisce e che ci fa pensare che l’Italia di oggi non è poi così diversa nei costumi è la seguente : “ Per infangare l’immagine di Francesco II, cacciato dal suo Regno delle due Sicilie, i servizi segreti piemontesi misero in giro una serie di fotomontaggi della regina Maria Sofia, in atteggiamenti pornografici”; non c’era la televisione ma il conquistatore si arrangiava. Sapevo di Bava Beccaris, sapevo bene dell’episodio di Bronte e avevo letto parecchio su Gerolamo Bixio che per l’assassinio dei cinque di quel paese siciliano (tra cui il babba innocente del paese) non mi è stato mai simpatico, conoscevo bene le gesta dell’eroina rivoluzionaria (unica donna nella spedizione dei Mille) Rosalie Montmasson, moglie o quasi del futuro ministro forcaiolo Francesco Crispi, anni fa avevo cercato  nell’elenco dei Mille ( pubblicato sulla Gazzetta nel 1864 e riportato in una pubblicazione del 1993) tutti i nomi dei calabresi  che avevano partecipato (pochi , ma a confronto dei piemontesi, tanti) alla spedizione e , l’avevo fatto con entusiasmo di ricerca campanilistica non certo per conoscere verità, ora tutto l’impianto mi dà un altro quadro e forse è meglio così perché mi consolo pensando  che i malanni dell’Italia di oggi sono figli di quella di ieri. Certo è che di fronte alle gesta della gloriosa Roma Imperiale, diversi generali codardi del Risorgimento non esistono proprio a confronto e neanche è possibile un accostamento soprattutto con i Che Guevara improvvisati che venivano smontati subito dai contadini calabresi. Altra accomunante : allora come ora , la corruzione  caratterizzava figure di primo piano del Regno , a cominciare dal re “Galantuomo” che scopava parecchio  non con sua moglie ma con chiunque capitasse a tiro anche se mogli di amici. Direte voi “cazzi suoi , anche se lo faceva in fienile e ubriaco”. E invece no, dal momento che quelle fuitine costavano tantissimo al neo stato. Quindi niente a che fare con l’affresco che il pittore Pietro Aldi disegnò sulla parete del municipio di Siena ( qui anche Garibaldi viene idealizzato in modo diverso dalla realtà e forse non aveva torto lo scrittore francese Maxime du Camp che non gli riconobbe alcuna intelligenza politica – lo definì babbeo). Ti fa incazzare anche lui. S’è fatto fregare la sua Nizza, s’è fatto fregare un regno appena conquistato e per che cosa? La gente l’amava come ora e il sud non gradì , tra le altre cose,  la leva obbligatoria che portava i giovanissimi contadini lontano a morire in Crimea. Lo stesso Mazzini definì Garibaldi “una canna al vento”.

La spedizione dei mille in realtà, forse, fu una farsa . Non ci sarebbe stata la conquista del regno delle due Sicilie se non si fossero unite le convenienze degli inglesi e della mafia meridionale ( come vedete, dove c'è potere , è sempre presente) che finanziarono ed appoggiarono l’impresa. I loro interessi non erano compatibili con la monarchia dei Borboni. Tantissimi alti gradi dell’esercito borbonico  furono comprati a peso d’oro. E pensare che quell’esercito del sud contava 100.000 soldati e avrebbe potuto fare a pezzi i mille garibaldini.

Chiudo pensando alla Repubblica di Genova ed ai suoi martiri per opera del generale La Marmora,  la vera canaglia, incerta davanti al nemico vero e tremebonda al primo incrociare di baionette. Vale anche per il Cialdini di Custoza, per Pesano e per quell’altro stronzo di Bava Beccaris.

 

 

Partiti con il cuore gonfio d’emozione ma destinato a scoppiare al primo assalto :

 

Gaspare   Tibelli,       17 anni  

Riccardo Luzzatto,    16 anni

Adolfo Biffi ,             14 anni

Peppino Marchetti,    11 anni 

                                                                                     foranastasis diritti riservati


Per l’elenco completo dei Mille , clicca sul link

http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/garibal7.htm

 

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Gianluca Nastasi 01/09/2010 12:43


Al tempo dell'unita d'Italia l'economia di fuscaldo era fiorente con Ferdinando II. C'era infatti un importante centro siderurgico che produceva 2.000 quintali di ferro usato sin dal 1839 per la
ferrovia Napoli-Portici.


CARANAS 01/09/2010 12:46


Può fornirmi altre notizie sul centro siderurgico di Fuscaldo? Grazie , Caranas.


Maritè 12/12/2009 08:05


Hai ragione, Garibaldi fu troppo debole col Vittorio .Lui però odiava il mestiere del burocrate ed era un puro idealista e senza i soldi inglesi e dei Savoia, non sarebbe andato da nessuna
parte. Diciamo che ha avuto anche fortuna o meglio "culo".

Buone feste


Mariangela 12/03/2009 17:10


Garibaldi era amato ed è amato ancora ma solo perchè non si conosce a fondo la storia.
Anche Berlusconi è amato da una parte degli italiani! Si vede che l'Italia non è poi cambiata molto.
Saluti da Ancona