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Blog  di Caranas

Post con #medicina tag

Salute, Diabete: creato il primo “pancreas artificiale

11 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Salute, Diabete: creato il primo “pancreas artificiale

Tutti coloro che soffrono di diabete ringraziano il “pancreas artificiale” creato dai ricercatori

Salute meno a rischio per i diabetici grazie alla recente creazione del pancreas artificiale, un importantissimo strumento elettronico che monitora costantemente il glucosio nel sangue e rilascia la giusta quantità di insulina: il prototipo è stato recentemente approvato dall’FDA, l’agenzia americana che regola i farmaci e il loro utilizzo.

Nello specifico, tale strumento regola i livelli di insulina in automatico, senza che il paziente debba fare assolutamente nulla: ogni cinque minuti, infatti, misura il glucosio ed interviene prontamente quando necessario. Tale misuratore – che, alla resa dei conti, si comporta come un vero e proprio organo computerizzato -, è formato da un sensore sottopelle che va misurando i livelli di glucosio, da una pompa di insulina agganciabile alla cintura, e da un cerotto ad infusione collegato alla pompa, il cui compito è, appunto, quello di rilasciare la sostanza quando ritenuto necessario.

Attualmente, il prodotto è stato autorizzato per un utilizzo dai 14 anni in su, ma è già in lavorazione una particolare versione utilizzabile dai 7 ai 13 anni. Ecco come i ricercatori commentano tale ritrovato:

È la prima tecnologia di questo tipo e può dare ai malati una maggiore libertà nella vita di tutti i giorni, senza doversi monitorare costantemente e manualmente il glucosio e farsi iniezioni di insulina.

Insomma: ci stiamo davvero avvicinando al futuro a grandi passi! L’era degli organi robotici o computerizzati si va avvicinando sempre di più, a dimostrazione ulteriore di come la tecnologia, se usata correttamente, può veramente essere utile all’uomo e migliorarne le sue condizioni di vita e, in questo caso, di salute!

Speriamo bene, insomma, che sia proprio questa la “chiave” d’interpretazione per leggere il futuro di tante persone, affinché il domani possa essere libero dal dolore e dalla malattia. Un domani, insomma, finalmente sereno!

fonte :www.ilgiomba.it

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Verso una nuova terapia per il diabete . Un cerotto intelligente per il controllo della glicemia con rilascio di farmaci

23 Marzo 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

 Verso una nuova terapia per il diabete . Un cerotto intelligente per il controllo della glicemia con rilascio di farmaci

Un cerotto in cui sono integrati sensori per il controllo della glicemia e una serie di microaghi che possono essere attivati per somministrare al momento opportuno un farmaco antiglicemico è ormai in avanzata fase di studio(red)

Verso una nuova terapia per il diabete

Il prototipo di un dispositivo sperimentale per il monitoraggio in tempo reale della glicemia e il rilascio controllato di farmaci è descritto sull'ultimo numero di "Nature Nanotechnology" da scienziati del Centro di ricerca sulle nanoparticelle dell'Institute for Basic Science a Seoul, in Corea del Sud.

Anche se ci vorrà del tempo prima che sia possibile passare alla sperimentazione sull'essere umano, i risultati della ricerca indicano che è stato fatto un passo importante verso una gestione minimamente invasiva della malattia.

Il dispositivo progettato da Dae-Hyeong Kim e collaboratori integra dei sensori per la rilevazione nel sudore della pelle del glucosio, del pH, dell'umidità e della temperatura con un sistema di somministrazione di farmaci contro il diabete basato su una serie di microaghi polimerici che rispondono al calore. Nella sperimentazione la sostanza usata è stata la metformina, farmaco d'elezione per il diabete di tipo 2.

L'idea di fondo del dispositivo riprende quella che agli inizi del secolo aveva portato alla realizzazione di un sistema di puro monitoraggio in continuo della glicemia, chiamato GlucoWatch. Il sistema non ha avuto grande successo a causa della frequenza con cui provocava irritazioni cutanee, un difetto di cui il nuovo strumento - che affianca al monitoraggio la somministrazione del farmaco - sembra non soffrire.

La serie di sensori dell'apparecchio è modellata su un foglio di grafene drogato con oro in modo da aumentarne l'attività elettrochimica e dare al dispositivo una maggiore selettività e sensibilità. Il dispositivo è flessibile, resistente alle sollecitazioni meccaniche e semi-trasparente.

Il cerotto al grafene è poi collegato a un analizzatore elettrochimico portatile che trasferisce i dati acquisiti a un dispositivo mobile remoto come uno smartphone o un tablet. Quando viene rilevato un elevato livello di glucosio viene attivato un riscaldatore incorporato nel cerotto che, scaldando i microaghi in materiale polimerico, permette il rilascio del farmaco. La quantità di farmaco liberato in questo modo è graduale e può essere variata regolando il numero di microaghi nel dispositivo.

Gli esperimenti condotti su topi di laboratorio hanno dimostrano l'efficacia del monitoraggio e del meccanismo di rilascio del farmaco, con il progressivo abbassamento della glicemia nelle ore successive al superamento della soglia su cui era tarato il dispositivo. Anche alcuni test preliminari su esseri umani hanno dato esito positivo.

Fonte : Le Scienze

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Un farmaco che allontana la vecchiaia?

8 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

                                     

 

E’ noto da tempo che alcuni farmaci creati per curare specifiche malattie si sono poi rivelati assai più utili per un disturbo diverso. Esempio eclatante il Sildenafil, il principio attivo del Viagra che era stato inizialmente sperimentato (senza successo) contro l’angina, aveva un effetto collaterale: aumentava il numero di erezioni per la felicità degli ultrasessantenni maschi.

Ora si è scoperto , ma la sperimentazione sull’uomo non è ancora iniziata, che una particolare molecola (metformina) usata da anni contro il diabete sembra in grado di rallentare l'invecchiamento.

Il farmaco usato da milioni di diabetici in tutto il mondo potrebbe “curare” la vecchiaia oltre all’eccesso di zuccheri nel sangue. Da anni infatti la metformina pare che abbia un effetto anti-invecchiamento. Ora la FDA, l’organismo americano di controllo sui medicinali, ha autorizzato una sperimentazione sui pazienti che a partire dall’anno prossimo dovrà verificare se davvero la molecola funziona come sembra, dato che in alcuni vermi sembra in grado di rallentare l’invecchiamento e i topi trattati con la metformina vivrebbero il 40 per cento più a lungo di quelli non trattati.

 

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La vecchiaia brutta bestia

15 Settembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

La vecchiaia brutta bestia

di Caranas

Non nascondiamocelo, la vecchiaia arriva con i sessanta e con essa dolori muscolari, mancanza di entusiasmo , stanchezza, dolori articolari, pessimismo, sono tutti sintomi di retaggio della vecchiaia.

Luoghi comuni? In effetti è come se il tempo si fosse fermato al II secolo a.C., quando Terenzio, scrittore latino, fa dire ad un personaggio di una sua commedia senectus ipsa est morbus: la vecchiaia è essa stessa una malattia.

Oggi tutto è cambiato: è aumentata l' aspettativa di vita, sono sempre più numerosi gli ultranovantenni e i centenari sani. Basterebbe questa constatazione per affermare che la vecchiaia non è una malattia e, quindi, non dà sintomi.

Resta il fatto che gli anni incalzano e i sintomi di cui sopra sono il segnale di qualcosa che non funziona nel nostro organismo; da riconoscere, perciò, e da curare.. L' invecchiamento è un processo biologico universale, lento e irreversibile, che in assenza di malattia, non dà segni di sé. I vecchi sani riferiscono di sentirsi come quando a avevano vent' anni. Accettare la vecchiaia come malattia è vedersi come gli altri ci vedono.

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Il gene che spegne il cancro : Una scoperta tutta italiana

14 Febbraio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Il gene che spegne il cancro : Una scoperta tutta italiana

 

La "scoperta inattesa" dei ricercatori dell'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) che hanno accertato l’azione di un particolare gene, Ptx3, capace di 'spegnere' il cancro con un meccanismo "nuovo e unico".

Lo studio dei ricercatori , coordinato da Alberto Mantovani , è  stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell ed è stato  finanziato dall’A.I.R.C.

Lo studio dimostra per la prima volta che una molecola dell’immunità innata, PTX3, scoperta 20 anni fa dallo stesso Mantovani e dal suo team, si comporta come un oncosoppressore con un meccanismo nuovo e unico, ossia frena la formazione del cancro perché tiene sotto controllo la risposta infiammatoria.

I ricercatori hanno dimostrato che in alcuni tumori questo gene "viene spento precocemente. Questo porta il tumore a reclutare i macrofagi, cellule del sistema immunitario che finiscono per promuoverne la crescita e l'instabilità genetica. Si tratta di una scoperta inattesa, da cui ci aspettiamo importanti implicazioni sul fronte clinico". I ricercatori ora stanno lavorando per cercare di trasformare le potenzialità di Ptx3 in una cura concreta, attraverso una sperimentazione clinica.

 

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Ha ancora senso parlare di sesso debole ?

24 Novembre 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Ha ancora senso parlare di sesso debole ?

Uomo uguale sesso forte? Non proprio se consideriamo le infezioni virali. Negli anni la riconsiderazione di tutti i cliché sul sesso femminile,passa anche attraverso ricerche mediche internazionali che ne re-discutono la presunta debolezza “fisica”. Alcuni ricercatori di Stanford University (North Carolina) hanno pubblicato uno studio su una rivista specialistica avendo scoperto che il testosterone è molto più “vulnerabile” rispetto agli ormoni femminili quando veniamo attaccati da virus influenzali.

54 donne e 37 uomini sono stati presi come campione di studio per verificare la risposta del loro sistema immunologico a un vaccino anti-influenzale del virus H3N2. 33 donne e 10 uomini hanno risposto positivamente al vaccino, mentre su 20 donne e 24 uomini non ha sortito alcun effetto. Come mai?

Secondo uno dei professori che ha avviato tale ricerca il motivo è da individuare proprio negli alti livelli di testosterone che presentavano alcuni uomini sottoposti alla profilassi. I maschietti che, invece, presentavano bassi livelli ormonali, hanno risposto meglio al vaccino. Il sistema immunitario dei due generi, in sostanza, è differente. Uomo e donna reagiscono in maniera difforme alle malattie.

Il genere maschile è più vulnerabile ,ma il testosterone aiuta a guarire più velocemente da lesioni gravi e ferite. Ecco perché, dall'antichità, le battaglie epiche coinvolgevano sempre gli uomini. Era tutta una questione ormonale.

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Mutilazione genitali femminili, la pratica della vergogna

12 Aprile 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Mutilazione genitali femminili, la pratica della vergogna

di Caranas

Sono 140 milioni le bambine di trenta paesi per lo più africani, zona sub-sahariana , che sono costrette a vivere con l’equilibrio psichico alterato a causa di una amputazione barbarica praticata sui propri genitali.

Le mutilazioni genitali femminili restano un tabù, che ancora oggi , in un’era globale, ci coinvolge amaramente perché si tratta di una pratica non medioevale ma attualissima che costringe ancora tante bambine ad una orrenda mutilazione.

Le mutilazioni sono prassi millenarie di solito associate al mondo islamico, ma il fenomeno non riguarda l’Islam e non ha niente a che fare con la religione. La realtà è che tuttora il problema di tutela dell’infanzia, di violazione dei diritti umani, di una barbarie contro bambine inermi , non è risolto.

Le mutilazioni vengono generalmente effettuate con strumenti rudimentali, come ad esempio una foglia verde di canna o vetri rotti ed in condizioni pericolose da parte delle donne anziane del villaggio che si improvvisano medici chirurghi.

Tra le pratiche più comuni abbiamo :

Circoncisione (o infibulazione al-sunna): è l'asportazione della punta della clitoride, con fuoriuscita di sette gocce di sangue simboliche;

Escissione al-wasat: asportazione della clitoride e taglio totale o parziale delle piccole labbra;

Infibulazione (o circoncisione faraonica o sudanese): asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale;

Queste pratiche sono eseguite in età differenti a seconda della tradizione: per esempio nel sud della Nigeria si praticano sulle neonate, in Somalia sulle bambine, in Uganda sulle adolescenti.

Nella forma più comune di questa procedura (vedi figura) il clitoride viene trattenuto tra il pollice e l'indice, tirato e amputato con un movimento veloce utilizzando un oggetto tagliente. L'emorragia viene solitamente arrestata tamponando la ferita con garze o altre sostanze e applicando un bendaggio compressivo.

Amnesty International, con la campagna “Il mio corpo, i miei diritti”, ha espresso ferma condanna nei riguardi di questa diffusissima pratica di mortificazione della sessualità femminile. Ma non basta.

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Il prof. L.C. è insieme un somaro e un genio. Così l’ha valutato la commissione di abilitazione universitaria che l’ha trombato (troppo scarso) come «associato» ma promosso (con lode) come ordinario di ostetricia e ginecologia

6 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Schizofrenia su Cobxxxx. Primo timbro: asino.

«La Commissione all’unanimità non riconosce una posizione del Candidato nel panorama almeno nazionale di ricerca e non ne attesta la maturità scientifica ai fini dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla seconda fascia dei professori universitari».

Secondo timbro: fuoriclasse.

«La Commissione riconosce una posizione rilevante del Candidato nel panorama nazionale e internazionale di ricerca e ne attesta all’unanimità la piena maturità scientifica ai fini dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima fascia dei professori universitari». Evviva. Quella contraddizione, però, andate a spiegarla a chi ha affrontato le prove di abilitazione pensando fosse una cosa seria...

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Il bicarbonato anticancro inguaia le case farmaceutiche

13 Febbraio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA


 bicarbonato1.jpg

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche arriva direttamente dal sito laleva.org.

Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. In realtà, il bicarbonato di sodio è una delle cure più efficaci contro malattie acute come influenza e raffreddore, inoltre, se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato diventa una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete e, come detto prima, raffreddore e influenza.

In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato rappresenterebbe un vero e proprio regolatore del pH agendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.

La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare. Tanto più il nostro sangue è acido, tanto più manca ossigeno, elemento fondamentale per il funzionamento delle nostre cellule.

Per farvi un esempio, un lago colpito da piogge acide, vedrà i suoi pesci morire soffocati per non disponibilità di ossigeno. Per riportare il lago in vita, e per portare ossigeno, bisogna alcalinizzare l’acqua. Questo esempio è fondamentale in quanto il cancro è sempre legato ad un ambiente acido (mancante di ossigeno). Un altro esempio è riconducibile all’effetto negativo dello smog e dell’inquinamento. Come sappiamo, l’inquinamento diminuisce l’ossigeno e ben conosciamo come l’inquinamento influisce in modo negativo sul nostro stato di salute. In tutto ciò, per praticare la cura del pH, non bisogna essere medici ma bisogna semplicemente capire qual è il funzionamento della cura e agire di conseguenza.

Quali ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

 

Fonte : ibtimes.com

 

 

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Ha uno scarafaggio nell'orecchio. Intervento per rimuoverlo (video)

7 Maggio 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Notare i guanti del medico

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