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Blog  di Caranas

Un processo breve e il politico fedifrago è infine condannato

19 Ottobre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

1878 , un giornale ostinato , corsi e ricorsi e un processo brevissimo

                                                                                                                     di Caranas

                 Francesco_Crispi.jpgberlusconi_250.jpg  

Foto della Carfagna come l’ha fatta mamma; il celebre scatto di Oggi col titolo «Sotto la palma il cavaliere è un Califfo» ( anche da qui l’ira di Veronica). Ho fatto una ricerca per accertare se nella storia d’Italia  ci furono  altri premier fedifraghi e sono stato fortunato . Ci fu infatti uno scandalo che travolse nientemeno che l’apparentemente morigerato  Francesco Crispi , sbattuto fra « magistrati, domande della stampa, impunità». Corsi e ricorsi e un giornale ostinato come Repubblica : Il Piccolo. Con la differenza che allora le domande poste al premier  furono solo sei.

Crispi presidente del Consiglio ( 1887-1891 e 1893-96)  sposò (  a malta )  Rosalie  Montmasson  , l’unica donna presente nei Mille di Garibaldi. Donna tenace, intraprendente  e coraggiosa. I due vissero assieme per ben 25 anni  ma  l’Unità d’Italia  cambiò  radicalmente  la loro vita . Eletto deputato nel ’60 , Crispi  visse in tutte le diverse  capitali  del Regno mentre la moglie , già provata dalle vicende dei Mille, col tempo  sfioriva in  un rapporto burrascoso . Crispi si allontanò sempre più dalla moglie che non venne più considerata tale non riconoscendo validità al matrimonio ( il prete che li aveva uniti in nozze a Malta, al momento era sospeso a divinis). Nel 1878 Crispi si unì a Lina Barbagallo in segreto  con nozze celebrate in casa  . La notizia però trapelò  e la stampa lo accusò di bigamia ponendogli sei domande sulla sua moralità e sull’uso pubblico del suo potere. Come Repubblica, Il Piccolo si accanì sulla vicenda per lungo tempo , sottolineandone ,  insieme ad altri giornali , il diritto di intervenire sulla questione perché di valenza pubblica.  Crispi  si difese sostenendo  che si trattava di fatti privati e non rispose alle sei domande. Perse però la fiducia del re e fu costretto a dimettersi da ministro.  La magistratura aprì un’inchiesta che si concluse in un processo brevissimo  con un giudizio favorevole  all’onorevole  in quanto lo stesso era  ancora  forte e i magistrati erano piegati alle esigenze politiche nonché sensibili al potere dominante.  Ma il vip,  travolto dal gossip  segnò il suo destino,   per la prima volta un politico era stato chiamato a rispondere di una moralità datagli dal suo ruolo pubblico.

Crispi, mazziniano piegato alla monarchia,  si fece processare  senza inventarsi  alcuna legge ad personam. Tanto più che dopo divenne primo ministro per lungo tempo.

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