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                                                              di Carmelo Anastasio


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Nell’accingermi a tracciare il profilo di Rubens Santoro, non posso non provare un’ emozione intensa e sincera ricordando che la sua famiglia , secondo le ricerche da me effettuate, visse per diverso tempo nella Via Piana Artistica a Fuscaldo (CS) , così chiamata grazie ai Maestri Santoro che qui abitarono e lavorarono nel loro Stabilimento Fotografico , proprio dove estivo nei mesi d’agosto. I Santoro furono artisti che segnarono il tempo vivendo momenti di gloria ma forse anche protagonisti dimenticati rispetto ad altri illustri calabresi come U.Boccioni e M.Preti.

La ricerca di notizie non è stata facile non avendo ricevuto riscontro ad alcune mie richieste per il reperimento di materiale per cui, il profilo tracciato non è quindi da considerarsi esaustivo soprattutto dal punto di vista biografico ( alcuni dati noti sono tra l’altro discordanti). Dal lato artistico, per quanto ho potuto, ho tentato un minimo discorso “critico” per alcune opere più famose o altre che  hanno destato il mio particolare interesse. Ma sono solo mie riflessioni.

 

Rubens Santoro  Grande Ufficiale della Corona d’Italia

 

A Napoli, intorno al 1860, nel Vico Corigliano alla Salute, la casa al civico numero otto, fu per lungo tempo un cenacolo di artisti nel quale si radunavano diversi Santoro di Fuscaldo, parenti di quel Filinto Santoro padrone di casa, dottore in lettere e professore di letteratura italiana nel Collegio Militare dell’Annunziatella successore del più celebre Francesco De Santis.

In quella casa, Rubens vi arrivò nel 1870 a 11 anni, carico di entusiasmo per i suoi progetti che incominciò a realizzare subito frequentando l’Istituto delle Belle Arti di Napoli e diventando parte attiva di quella che poi si chiamerà “scuola del Morelli”.

 

Di famiglia fuscaldese ( Fuscaldo centro sul tirreno Cosentino), nacque a Mongrassano il 26 ottobre 1859. In questo paese, il padre Carlo scultore in legno , si trasferì dalla via Piana di  Fuscaldo per mettersi sotto la protezione della stimata famiglia Sarri. Figlio d’arte quindi. Per la chiesa di Mongrassano, il padre aveva realizzato importanti opere scultoree in legno come le statue di San Francesco di Paola, di Santa Caterina d’Alessandria, della Madonna del Carmine e dell’Immacolata, bellissime opere quasi “vive” insieme a un crocifisso ligneo.

 

Le prime opere napoletane di Rubens, furono quadretti piccoli ma molto belli e significativi : la “Fanciulla che ride” e “Macchiette” che segnarono l’inizio del grande successo della sua produzione,  in quanto vennero esposte alla “Promotrice” e acquistate dal maestro Domenico Morelli il primo e da  Domenico Gaggiano il secondo.

La Promotrice fu una tappa importante per il pittore che dipingeva dal vero. La sua prima uscita pubblica, gli guadagnò l’incoraggiamento del pittore spagnolo Mariano Fortuny (1838-1874) che lo elogiò : « Tu hai cominciato dove altri finiscono» e gli suggerì di continuare a studiare dal vero e di guardare solo due o tre antichi pittori .

Alla scuola del Morelli, Rubens diventò amico dell’inseparabile artista Mancini col quale collaborava e spesso faceva da modello per lo studio dei ritratti.

Nel 1877 vi fu il “salto” solo dopo sette anni dal suo arrivo a Napoli .Infatti, non ancora diciottenne, espose con i maggiori artisti alla Mostra Nazionale presentando piccole tele ispirate a centri della costiera amalfitana. Queste opere risentono dell’influenza del paese natio e sono spoglie completamente della furbizia tipica del mondo artistico che lo circondava. In esse, caratteristica comune è il sentimento, quello tipico di un calabrese che attraverso le sue pennellate luminose e trasparenti, dialoga con la natura trasformando il suo lavoro in poesia pura.

Insofferente alla disciplina scolastica dell’Istituto delle Belle Arti, per scaricare  tutta l’energia  che lo spingeva  a conoscere e quindi a viaggiare per perfezionare la sua arte, Rubens si trasferì a  Venezia, poi a Verona e poi a Chioggia. A Venezia abitò in una casa sul Canal Grande , canale che ispirò molti dei suoi quadri. Qui  liberò la sua vena inesauribile producendo diverse tele con nuova tecnica pittorica votata a forti esiti luministici e ad assolate pitture di scene veneziane . Queste nuove opere sono caratterizzate dalla finezza con cui vengono disegnati i marmi, le colonne, i gradini nell’acqua e l’acqua stessa con i suoi riflessi. Il gioco delle ombre fa risaltare la solidità delle pietre dei frontoni delle chiese e il tutto è avvolto da un’esplosione di luce che trasmette tutto l’ottimismo del giovane artista. Dal 1874 , con queste e altre opere , s’impose alla critica anche con lavori che sono a parere dello scrivente, fotografie calde di verismo, di vita quotidiana come ad esempio : “Senza famiglia” , “ Grotta degli zingari”, “Un sorriso” , “La zingara e la vecchiezza” e quella che mi piace di più “ un sugnu chiù bona”che ha come soggetto una vecchietta che non riesce a infilare l’ago.

Le assolate vedute di Capri e Venezia entusiasmarono il mercante francese Goupil, che aprì a Rubens la strada del collezionismo francese ed inglese.  A Parigi e Londra soggiornò frequentemente e le sue opere veneziane furono molto apprezzate non solo in Inghilterra ma in tutta l’Europa. Del periodo veneziano sono noti i quadri :

·        La salute

·        Rio Menuo

·        Rio della salute

·        Fondamenta tre porte

·        Sottoportico

·        San Vior

·        Piccolo calle

·        Bottega al sole

·        Rio Barbaro

 

Dei suoi successi approfittò il cugino Raffaele Francesco Santoro , pittore minore che firmava le sue opere con R.Santoro utilizzando quindi la prima lettera del suo primo nome di battesimo , fatto che infastidiva molto Rubens in quanto creava confusione negli acquirenti. L’ira fu tanta che Rubens lo sfidò a duello ai Portici ; duello che non ebbe luogo per l’intervento pacificatore dello zio Filinto Santoro.

 

Altre opere :

·      La grotte des bohémiens (1876 Parigi Esposizione Universale)

·      Dopo la pioggia (1876 Genova )

·      Grotta degli zingari ( 1877 Napoli )

·      Casa del sole ( 1878 Milano Mostra di Brera)

·      Un sorriso  (1879 Torino )

·      Idillio  (1879 Torino )

·      San Zeno – Adigetto -  Via Scala - Stallo  ( 1884 Verona)

·      Interno – Pescarenico ( 1892 Palermo – medaglia d’oro – opere                      acquistate da Re Umberto I)

·      Nella baia di Napoli  (1893 Chicago)

·      Zingari  (1898 Pietroburgo )

·      Verona antica (1906 Milano)

·      Verona   ( 1911 Barcellona – medaglia d’argento )

·    46 opere esposte alla Mostra Fiamma a Roma nel 1930 tra cui :Verso sera,     Agerola, Coste veneziane, San Marco, Interno di San Gregorio, San Giovanni       e Paolo.

 

 

Dal 1910 al 1924, Rubens partecipò a ben 6 biennali a Venezia. Ormai famoso , non dimenticò la sua Calabria  dove  dal 1922 al 1931 fu presente alle  biennali di Reggio esponendo numerosi quadri tra i quali : L’ultimo gradino- Beduina- Sans Famille- Ischia,- Le due bambole e il ritratto di Francesco Jerace.

Alcune opere di Rubens Santoro si possono ammirare nel Museo Civico di Torino, nei Musei di Napoli ( Bottega dell’antiquario) , nella Galleria d’Arte Moderna a Milano ,  a Reggio Calabria presso la Biblioteca Comunale ( "Senza famiglia" – olio su tela di 106x61 cm).

 

Ritratti

 

Importante è il suo “Autoritratto” (1876) in cui risalta la sua calda fisionomia tipicamente calabrese , riccioluta e con occhi di ardore.

Altri ritratti sono quelli del "Maestro Cilea "  e dello scultore  "Francesco Jerace".

Il ritratto più carico di fervore d’arte è : "Ritratto della signora Santoro " ( 1930) , che ritrae appunto la moglie dell’artista . Non esiste un’opera che ritrae la madre del pittore.

 

A Fuscaldo si conserva (non si sa se ancora presente nella cittadina) il ritratto dello zio letterato Filinto Santoro (1883  tavoletta olio 15x25);  a Mongrassano nella sala del Sindaco : "Paesaggio ideale" ( che ricorda luoghi fuscaldesi per la presenza del mare – secondo lo scrivente, la zona del “Bombinello” vista da nord).

 

Un’altra opera  (prima a Fuscaldo), “La lettera”, finì in Brasile.

 

Rubens Santoro morì a Napoli nel 1942.

 

Quotazioni oggi : da 30.000 € per le opere più piccole  a oltre 70.000 €.

                                                        …….. ° ……..

 

                          © Carmelo Anastasio diritti riservati

 

 

                                  Alcune opere di Rubens Santoro

autoritratto                                                            
                                      



                                                                                                                   

                                                                                                             
       
                                                                                                                    

                    RUBENS-007.jpg

 

Tela-di-Rubens-Santoro.jpg

tela di Rubens Santoro - Sala del Sindaco - Mongrassano (CS)                                                                                                                                                        

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  Alcuni scritti riguardanti il maestro  (documenti inviatomi dal Sig. Fabrizio

Pireddu)

1-27NOV41 

1FRONTE17MARZO1931  

1RETRO17MARZO1931  

2-27NOV41  

governante      

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