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M5S E LA STRATEGIA PER IL QUIRINALE: ALCUNI CHIARIMENTI

DI ALDO GIANNULI

Prevedevo molte delle obiezioni che mi sarebbero state fatte a proposito del mio pezzo sull’elezione del Presidente e del bilancio complessivo della vicenda. Non mi ripeterò ma mi pare opportuno fare delle precisazioni telegrafiche:

1. sino a lunedì, quando Grillo e Casaleggio hanno inviato la lettera ai parlamentari Pd chiedendo di fare i nomi dei candidati, la trattativa fra Berlusconi era in corso e destinata a durare sino a sabato, per dichiarazioni dello stesso Renzi. In quella trattativa Berlusconi proponeva Amato e Renzi proponeva Mattarella e Padoan, ma si prospettava anche un ritiro di tutti tre i nomi per trovare l’accordo su un altro.

2. Alla lettera di Grillo e Casaleggio rispondevano solo cinque parlamentari Pd, tre civatiani e due amici stretti di Prodi (Monaco e Zampa) e tutti proponevano Prodi che pertanto era inserito nella rosa da sottoporre alla rete, così come sarebbero stati sottoposti altri nomi Pd se fossero giunte altre proposte.

3. Al profilarsi di una candidatura Prodi con il sostegno di sinistra Pd e M5s, (ed i nomi di Zampa e Monaco la rendevano assai concreta), Renzi troncava i contatti con Berlusconi con tre giorni di anticipo ed annunciava la candidatura di Mattarella su cui confluiva subito la sinistra di Bersani e Cuperlo. Immediatamente dopo, Prodi chiedeva di essere escluso non volendo essere “elemento di divisione”. Dunque è inesatto dire che la candidatura Prodi non è decollata perché il M5s non lo ha votato nei primi scrutini: ad affossare la candidatura del Professore bolognese è stata la sinistra Pd e domenica, una dichiarazione di Bersani conferma che, se non si fosse trovato l’accordo su Mattarella egli avrebbe riproposto Prodi. Dunque, la candidatura di Prodi (con la relativa apertura al M5s) era usata da Bersani solo come deterrente per ottenere Mattarella. Questo conferma che non era quella la candidatura voluta da Renzi che la ha accettata proprio per non misurarsi con una candidatura Prodi.

4. A quel punto il M5s non poteva che dar corso a quanto scelto dalla consultazione on line, votando Imposimato che era riuscito primo e quindi era il “candidato di bandiera”, ma riservandosi di consultare ulteriormente la rete qualora fosse emersa qualche altra possibilità. Nessuno avanzava proposte al M5s né su Mattarella né su altri, invitandolo a confluire.

5. Cosa altro avrebbe potuto fare il M5s? Ovviamente i suoi candidati (Imposimato, Zagrebelsky, Di Matteo, Cantone ecc) non avevano alcuna probabilità di essere eletti perché nessun altro gruppo era disposto a votarli, quindi l’unica scelta concreta era: o tenersi fuori votando un candidato di bandiera o scheda bianca o cercare di far pesare i propri voti scegliendo fra i candidati effettivamente “papabili”. Nel primo caso esponendosi all’accusa (qui puntualmente ripetuta) di essere volontariamente irrilevanti, nel secondo di “sporcarsi le mani”. Il M5s ha provato a inserirsi nel gioco con l’operazione Prodi, ma essa non è riuscita perché la sinistra Pd ha preferito compattarsi all’interno del partito.

6. Poteva il M5s votare Mattarella? Se il nome fosse giunto in tempo se ne sarebbe anche potuto parlare: in fondo se si prendeva in considerazione la candidatura di Prodi che è stato il padre dell’adesione italiana all’Euro, perché non si sarebbe dovuto ragionare su Mattarella che non ha questa responsabilità ed è un politico non chiacchierato? Il punto è che, mentre l’operazione Prodi serviva a dividere il Pd, la candidatura Mattarella è servita a compattarlo, dunque, al di là della persona, il senso politico dell’operazione era opposto. Peraltro, votare Mattarella al 4 scrutinio non avrebbe cambiato nulla, perché sarebbero stati voti aggiuntivi e non determinanti per cui questo non avrebbe significato altro che un intruppamento del M5s in una maggioranza già esistente. Diverso sarebbe stato se Mattarella non ce la avesse fatta e ci fosse stato un quinto scrutinio.

7. Dunque, l’accusa di volersi volontariamente escludere e non “contare” non regge, perché il M5s ci ha provato, ma non si sono determinate le condizioni politiche minime per poter convergere su un candidato.

8. Il M5s ha però avuto un risultato indiretto ma per nulla irrilevante avendo spinto Renzi a rompere le trattative con Berlusconi, mettendo in crisi il patto del Nazareno. E non è poco.

9. Il patto del Nazareno risorgerà? Forse, ma oggi, dopo questa sconfitta e lo sbriciolamento del suo partito, quanto pesa Berlusconi? Il punto è che questa è davvero la fine della parabola del Cavaliere che resta solo con un pugno di parlamentari ormai non più determinanti. Dato che non è vero che in politica conta solo la vittoria al 100% o la sconfitta, anche un risultato parziale ha il suo peso e, in questo caso, non è un peso tanto piccolo.

10. Dopo di che, si può benissimo dissentire dalla mia analisi, ma sarebbe utile che si dicesse cosa altro si poteva fare: proporre altri candidati? Con quali prospettive di elezione e, quindi, con quali alleati? Votare lo stesso Prodi? Il M5s sarebbe rimasto solo con Civati e non cambiava assolutamente nulla, per di più esponendosi ad una sconfessione dello stesso Prodi. Votare Mattarella? Il M5s non sarebbe affatto diventato più influente per questo perché sarebbero stati solo voti aggiuntivi e non richiesti. Limitarsi a votare il candidato di bandiera? E’ quello che il m5s ha fatto, anche se per stato di necessità. Ci sono state altre possibilità non valutate? Quali?

fonte Alganews

Tag(s) : #POLITICA

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