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Blog  di Caranas

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Famiglia Cristina: M5S, LA POLITICA DEL NULLA

11 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA


"Fino a quando abuseranno della pazienza del popolo italiano gli allegri deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, che a quasi un mese dall’ insediamento, dopo aver detto no a quasi ogni proposta politica come una zitella inacidita, continuano a considerare il Parlamento alla stregua di una scuola occupata, mentre fuori la crisi economica imperversa, l'Europa parla di rischio di contagio italiano, la falce della disoccupazione ha mietuto in un anno un milione di licenziamenti, la produzione industriale continua a calare, la gente si suicida esasperata dalla povertà e la perdita del potere d'acquisto restringe i salari delle famiglie?"

“Difficilmente potranno fare peggio di chi li ha preceduti”, si diceva, ma intanto ci ritroviamo un gruppo di naives inconcludenti.

Apprendisti stregoni sobillati dalle feroci battute e dalle sparate di un ex comico che continuano a danzare sul nulla, tra una gita fuori porta, una diretta streaming e l’occupazione delle Camere per motivi assolutamente pretestuosi, come le matricole che fanno autogestione per saltare la lezione di matematica con una scusa qualsiasi: l’edilizia scolastica, la pace nel mondo, le copertine dei libretti, l'allungamento del quarto d'ora accademico.

Questi deputati e senatori della Repubblica Italiana che pretendono di farsi chiamare “cittadini”, come se si trovassero nella sala della Pallacorda, e che pensano che per garantire la democrazia bastino la Rete e i social networks, in un momento così cruciale non hanno trovato di meglio che occupare l'aula, per protesta contro la mancata istituzione delle commissioni permanenti, a dispetto del buon senso e della prassi consolidata, che impone da sempre che prima delle commissioni si debba formare un esecutivo per governare l’Italia, con la definizione di una maggioranza e di un’opposizione.

 

La casa brucia e loro si battono per le piante del davanzale e i nanetti del giardino. Ma dov'è finito lo spirito di servizio, il senso di responsabilità della politica? Paradossalmente, se questa è la democrazia 2.0, vien quasi voglia di gridare: aridateci la “casta”.

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LOTTA COMUNISTA è stata attaccata da molti ( Movimento Studentesco, MLS, Potere Operaio, Democrazia Proletaria, Lotta continua...) che però ora sono scomparsi al servizio della borghesia

11 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Nei primi anni '70 tra i gruppi dell'estrema sinistra, spesso, i contenziosi politici e teorici si risolsero a colpi di spranga. Il 12 dicembre 1971 a Milano, durante una manifestazione contro la strage di Stato di Piazza Fontana, il servizio d'ordine del Movimento Studentesco attaccò violentemente il contigente di Avanguardia Operaia, provocando molti gravi feriti.

Il Movimento Studentesco di Milano guidato da Capanna, Cafiero e Turi Toscano pensava che la Statale di Milano, e zone limitrofe, fossero propria zona di competenza egemonica stalino-maoista e che nessuno dovesse metterci bocca o piede. Gruppi d'estrema sinistra di una certa influenza nel milanese come Lotta Continua o Potere Operaio ma soprattutto Avanguardia Operaia che aveva un significativo insediamento operaio attraverso i Comitati Unitari di Base (CUB) dovettero accettare, obtorto collo, di restare ai margini delle attività studentesche universitarie.

 

Lotta Comunista che aveva un insediamento limitato a Milano, ma che era già presente in forze in Liguria, decise di sfidare sul terreno militare il Movimento Studentesco a Milano.

Lotta Comunista, sosteneva, correttamente, che la Cina maoista, non era né uno Stato operaio né tantomeno uno Stato socialista e voleva poterlo riaffermare anche nell'impero di Capanna, appunto la Statale di Milano. Perciò decise, inopinatamente, di sfidare sul terreno propriamente militare, il Movimento Studentesco. Il Servizio d'Ordine di Lotta Comunista nazionale giunse nel centro storico di Milano intendendo violare la Statale di Via Festa del Perdono. Lo scontro nelle vie intorno all'Università fu violentissimo e Lotta Comunista ne uscì distrutta. Sul terreno militare i "katanghesi" del Movimento Studentesco, nella loro città natale, erano allora imbattibili.

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Frantumata su questo terreno, Lotta Comunista ripiegò, e negli anni successivi, costruì il proprio radicamento studentesco a Milano, con metodi non molto diversi da quelli del MS di Capanna, alla Casa dello Studente di Milano, dove alloggiavano parte degli studenti fuori sede. Nel 1975 il Movimento Studentesco milanese, che si stava trasformando in Movimento Lavoratori per il Socialismo, decise che era l'ora di farla finita con l'egemonia di Lotta Comunista alla Casa dello Studente. Avvennero degli scontri molto violenti tra i due gruppi dell'estrema sinistra, fino a che un militante del Movimento Studentesco, Marco Codini, venne gravemente ferito alla testa. A seguito di ciò, grazie a una campagna stampa amplificata e alle simpatie che il Movimento Studentesco aveva tra i cronisti locali della grande stampa milanese, venne costruita una campagna stampa nazionale (in cui si distinse l'ignobile "Umanità" del PSDI, che accusò Lotta Comunista di essere "nazista") contro Lotta Comunista accusata di essere una creatura della CIA e un gruppo provocatore. Accusa ovviamente infame e degna del neo-stalininismo del MS-MLS. La campagna stampa contro Lotta Comunista condusse alla "liberazione" della Casa dello Studente di Milano da Lotta Comunista da parte della polizia.

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                                        (io c'ero ! ma non ne conservo un buon ricordo)

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                                    (questo in primo piano è Leo L. )

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  (celerini all'opera per entrare nella casa dello Studente- arrivarono anche dai tetti)

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Lotta Comunista, dopo di allora, decise di organizzare le proprie manifestazioni del 1° maggio a Milano nei teatri, fino ai primi anni '80 quando ormai il Movimento Lavoratori per il Socialismo era rientrato nel PCI, emarginandosi, per propria scelta da dibattito all'interno del movimento operaio rivoluzionario.

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Si trattò, nei confronti di Lotta Comunista, di una aggressione senza precedenti . Questo va detto, e ribadito senza alcun dubbio.

Tuttavia,seppure in misura più ridotta e più limitata, Lotta Comunista, a Genova e in Liguria, utilizzò gli stessi metodi del Movimento Studentesco, per emarginare i gruppi politici concorrenti, non solo nei confronti di Lotta Continua e simili ma addirittura nei confronti della Quarta Internazionale, un gruppo, come dire, antistalinista "doc".

Per concludere: la logica del "noi siamo il partito" e del noi "abbiamo la verità in tasca" è una logica che lascia il tempo che trova. C'è una battaglia politica per far emergere le proprie tesi dentro il movimento operaio e popolare, da parte di ogni gruppo o partito, che deve deve essere rispettata. Ogni azione violenta, all'interno del "movimento", dimostra solo ignoranza e stupidità. Non perchè noi siamo contro la violenza in senso "lato", ma perchè siamo contro la stupidità e l'ignoranza, ovvero perchè siamo per il processo reale della dinamica sociale. Perchè i tempi e le prospettive della lotta dimostreranno, ampiamente, ragioni e torti.

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(questo in divisa e col baffo è l'amico Sergio Staiano considerato latitante si presentò al processo in divisa. Stava facendo il militare a Sora )

 

La logica del "più forte", del "chi mena di più" è stalinista. I trotskisti in Vietnam, negli anni Quaranta, si batterono fino all'ultimo e con  forza, contro gli stalinisti, e vennero sterminati. Siamo i loro eredi, malgrado quella sconfitta. Ma oggi, la verità e la forza di una prospettiva rivoluzionaria sta dalla loro parte. Abbiamo bisogno di forza, sì, ma come diceva Lenin, abbiamo soprattutto, bisogno di verità. La necessità di un dibattito libero, onesto e aperto è un segno di leninismo, laddove il leninismo era quel partito bolscevico in cui ogni discussione, ogni dibattito, ogni idea diversa, è un passo avanti verso la rivoluzione mondiale.

 

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Oggi, col tablet in mano, non si fa rivoluzione !

NOTA  del 2 febbraio 2014 -  Oggi non riscriverei le stesse cose, il mondo cambia, il comunismo pure. Certo è che pur non rinnegando quel periodo, non mi riconosco più in quelle politiche che , almeno sulla mia persona , influirono negativamente facendomi perdere un sacco di tempo nello studio.

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E’ Prodi il candidato presidente di Grillo

10 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Prima era solo un'idea. Che ora si è fatta più concreta. Beppe Grillo sarebbe disponibile a votare Romano Prodi come nuovo presidente della Repubblica.

In realtà il leader del Movimento 5 stelle aveva già avanzato la proposta nella riunione 'segreta' con i suoi parlamentari. E ora, con lo spauracchio che dalla quarta votazione - quando la maggioranza qualificata dei due terzi dell'assemblea è sostituita dalla maggioranza assoluta - il centrosinistra possa scegliere un altro candidato, magari puntando su Massimo D'Alema e Giuliano Amato (Pier Luigi Bersani però preferirebbe una donna), il comico ligure ha deciso di tendere una mano al Partito democratico. Almeno sulla scelta del successore di Giorgio Napolitano. E forse anche per scongiurare l'intesa tra i democratici e il Popolo della libertà.

«Prodi è una persona con la quale si può ragionare», aveva detto Grillo venerdì 5 aprile ai parlamentari del M5s, cui aveva rivolto un invito: «Riflettete su questo punto, perché alla fine rischiamo davvero di ritrovarci D'Alema o Amato».

NUOVA APERTURA SUL PROFESSORE. L'apertura al Pd del comico ha quindi scatenato il dibattito interno al M5s, che però è rimasto nell'ombra per tutto il weekend.

Grillo, tuttavia, non è la prima volta che pensa a Prodi. La prima era stata in un post sul suo blog, quando aveva spiegato che Pd e Pdl sono intenzionati a piazzare al Quirinale non «un Pertini, ma neppure più modestamente un Prodi che cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche».

Inoltre in passato il comico ligure aveva apprezzato - sebbene di nascosto - i governi presieduti dal Professore. Ma davanti ai suoi, Grillo ha provato a lanciare l'idea.

LA SCELTA DEL CANDIDATO ONLINE. Per ora il M5s si prepara a scegliere il suo candidato al Colle: da giovedì 11 aprile gli iscritti al movimento sono chiamati a scegliere online la lista dei 10 papabili per la successione a Napolitano. Poi da martedì 16, dai 10 nomi deve essere scelto quello da sostenere in parlamento al momento della votazione.

Almeno fino alla terza votazione. Dalla quarta, il nome del M5s potrebbe essere accantonato. In favore di Prodi.

f. Lettera 43

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Grasso e Boldrini, ma quanto mi costate ? non potevate occupare le residenze istituzionali ?

10 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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di Caranas

Non ci crederete , la rinuncia di Grasso e Boldrini agli appartamenti istituzionali , costerà carissimo ai contribuenti. Eh già , perché la rinuncia spot con gran risalto mediatico, comporterà degli adeguamenti di sicurezza alle abitazioni delle due cariche dello Stato Grasso e Boldrini.

Non credo quindi che il "rigore a tutti i costi" imposto da Pd e Sel alla ricerca del consenso a 5 stelle abbia dato frutti vantaggiosi per la comunità.

Occorrerà infatti procedere alla blindatura delle due residenze (per legge) con modifiche e accorgimenti quali : sorveglianza h24 da parte delle forze dell'ordine con circa 8 unità impegnate per ciascuno dei due , recinzioni, vetri blindati, porte speciali, telecontrollo ecc.

Il costo totale , non ancora ben precisato, sarà a carico dei contribuenti e quindi non vedo il risparmio dato che, sempre per norma o prassi, il personale addetto agli appartamenti "istituzionali" continuerà a svolgere le proprie funzioni anche se in quelle residenze di Stato non c'è nessuno .

Non vedo inoltre come Boldrini e Grasso potrebbero rinunciare a vigilanza e sicurezza nelle loro abitazioni. Tanto valeva allora che occupassero gli appartamenti loro destinati. Ma forse sono un po’ ingenuo : i due sanno bene che la pacchia durerà poco. Le nuove elezioni si avvicinano.

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QUANDO LA LOTTA AI NEOFASCISTI PREOCCUPAVA GLI USA

9 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Uno stretto controllo degli apparati di sicurezza dello Stato per impedirne la politicizzazione e la penetrazione da parte dei comunisti. È questo che chiedono gli americani negli anni dal 1973 al 1976. A rivelarlo sono i "Kissinger Cables" di WikiLeaks, a cui l'Espresso ha avuto accesso esclusivo per l'Italia in collaborazione con
Repubblica.

we steal secrets wikileaksWE STEAL SECRETS WIKILEAKS

È il 1976 e il ministro degli Interni, Francesco Cossiga, informa l'ambasciatore Usa a Roma di volere trasferire l'Arma dei carabinieri dal ministero della Difesa a quello degli Interni. «Non ha senso non unificare tutte le forze di polizia», ragiona il Picconatore. Ma l'ambasciatore non è d'accordo: «È un'Arma formidabile, non solo la più efficace del Paese, ma anche la più prestigiosa». E da Washington il Dipartimento di Stato concorda: niente spostamento, anche se «ovviamente la decisione ultima spetta all'Italia».

moro,kissingerMORO,KISSINGER

Anche quando i democristiani ipotizzano di spostare le funzioni della sicurezza interna del Paese dal controllo militare dei servizi segreti del Sid a quello civile del ministero degli Interni, gli americani si oppongono fermamente, perché in questo modo «la sicurezza interna del Paese finirebbe sotto una guida più direttamente politica di quanto non accada con il Sid. E, soprattutto, la possibilità di penetrazione dell'apparato interno di sicurezza dello Stato da parte dei comunisti sarebbe significativamente maggiore».

GIANNI AGNELLI E HENRY KISSINGERGIANNI AGNELLI E HENRY KISSINGER

Sono gli anni dei fascisti di Ordine Nuovo, del Golpe Borghese, di Gladio, di Gelli e della "Rosa dei venti". I cablo di WikiLeaks dimostrano l'insofferenza degli americani per la repressione delle trame nere da parte della magistratura italiana. Quando nel gennaio del 1974 viene arrestato Amos Spiazzi per il suo ruolo nell'organizzazione neofascista "Rosa dei Venti", l'ambasciatore Usa a Roma informa subito Washington che questa mossa «alimenterà le campagne della sinistra».

junio valerio borgheseJUNIO VALERIO BORGHESE

Stessa conclusione appena finisce agli arresti Vito Miceli, il potentissimo capo del Sid, al centro delle trame nere, dalla Rosa dei Venti fino al tentativo di golpe del principe Junio Valerio Borghese. La diplomazia di via Veneto fa sapere al Dipartimento di Stato che «l'ambasciata ha l'impressione che questa caccia alle streghe in corso è alimentata e usata per avvantaggiare la sinistra, portata avanti da giovani magistrati, che in alcuni casi hanno fatto filtrare alla stampa informazioni scioccanti. Questa campagna continua appare mirata a demoralizzare e isolare le forze di centrodestra, associandole alla già discreditata destra extraparlamentare e del Movimento Sociale. L'obiettivo complessivo sembra essere quello di far sterzare a sinistra la politica italiana».


Grazie alla visualizzazione grafica offerta dal database di Wiki-Leaks, è infine possibile scoprire un dettaglio curioso e intrigante. I cablo che riguardano il Sid di Miceli, venivano inviati dall'ambasciata di Roma al Dipartimento di Stato a Washington, com'è normale. Ma non si fermavano lì: venivano in alcuni casi inoltrati in Vietnam, a Ho Chi Minh City. Perché? Laggiù, nella profonda Asia sconvolta dalla guerra, chi poteva avere interesse per le trame del Sid?

fonte : Dagospia

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NEL '68 E NEGLI ANNI SETTANTA GIOVANI CON I COGLIONI SCENDEVANO IN PIAZZA. ORA I FIGHETTI DI GRILLO VOGLIONO OKKUPARE IL PARLAMENTO

8 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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di Caranas

Nel ’68 e negli anni settanta, di manifestazioni ce n’erano quasi una al giorno. Molto diverse da quelle che ora organizzano il PdL , il PD ed i grillini. Molti si barricavano in casa, molti abbassavano le saracinesche degli esercizi, un fiume di militanti con i coglioni occupava le strade con bastoni e bandiere rosse. Ora è tutto diverso. Dalla protesta nelle piazze si passa alla protesta dentro il Parlamento.

Che poi dico : che cazzo protesti a fare tu che sei ricco contro la povertà ? A Bersà, non ne potevi inventartene un’altra ? hai presente gli striscioni di Lotta Comunista e di Lotta continua ? Il Movimento cinque Stelle si starebbe preparando ad una clamorosa forma di mobilitazione. Martedì potrebbe infatti scattare l'occupazione dell'Aula della Camera e «iniziative eclatanti» si preannunciano anche a Palazzo Madama. Ci vuole un bel coraggio caro Grillo. Adesso hai proprio rotto i zebedei ! Ma come ? Blocchi tutta l’attività di governo e ti lamenti che non vengono formate le commissioni ? Ma hai idea di come funziona un parlamento ?

E basta con ‘sti grillini ! Che delusione ! Anche loro , piano piano stanno diventando casta. Alle prossime elezioni, se non si esce da questo stallo, Non vado a votare. Affanculo tutti !

 

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IL DISSIDENTE RIZZETTO M5S: “DOVEVAMO DIRE SI’ A BERSANI”

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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E’ la questione del governo – o del non governo – a tenere banco, mentre un sondaggio Emg/Servizio pubblico mostra che una larga fetta di elettori del Movimento non appoggia la linea del no al dialogo con i “vecchi partiti” propugnata da Grillo.

Il Movimento 5 stelle doveva fare il governo con Bersani, ottenere dei ministeri e cominciare a lavorare, dice per esempio il deputato friulano grillino Walter Rizzetto in una intervista a Il Secolo XIX. Rizzetto spiega che con Bersani avrebbe “cercato una mediazione” per ottenere “dei ministeri”. “Faceva il premier, alle nostre condizioni, e intanto ci sedevamo nel governo e iniziavamo seriamente a lavorare – ha detto il deputato -. Ci potevamo dare una possibilità. E lo dice uno che sulla fiducia a Bersani ha votato no. Però le cose sono cambiate”. Ma “ormai il tempo è scaduto, non si torna indietro. Credo che il destino del M5s sia all’opposizione”. Rizzetto ha difeso il collega Tommaso Currò, che nei giorni scorsi aveva aperto all’ipotesi di un sostegno a Bersani: “Ha fatto bene. Una persona è libera di esprimere il proprio dissenso, di avere le proprie idee diverse dagli altri, e non deve avere paura di dichiararlo”. Per Rizzetto anche il silenzio con i giornalisti è un “atteggiamento che danneggia il movimento… questa paranoia asfissiante sull’informazione, gli sguardi sospetti tra di noi. Ci stiamo facendo del male, e se ora se la prenderanno con Tommaso, lo emargineranno, sarà solo l’ennesimo errore. Aria di caccia alle streghe, non mi piace”.

 

 

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CHI VORRESTI COME PRESIDENTE ?

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Per me : NO Prodi, SI Bersani, SI Rodotà. Poi se vogliamo scherzare, aggiungiamo la MINETTI !

E tu ? Commenta cliccando qui sotto

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Lo strappo del deputato Currò “Serve un confronto con il Pd”

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

”Non siamo automi, se Beppe vuole parlarci venga qui”

fonte : La Stampa

ANDREA MALAGUTI
ROMA

Poi c’è uno che alza la mano e dice: scusate, così non va. Gli altri lo guardano male. E all’inizio lo ignorano. Solo che lui insiste. E allora finisce per aggregare un gruppo di persone. Che piano si allarga. Fino a diventare un piccolo plotone di trenta parlamentari che la pensano come lui. Così, quell’uno, che si chiama Tommaso Currò ed è un fisico che viene dalla Sicilia, smette di discutere all’interno delle stanze segrete ed esce (coraggiosamente?) allo scoperto. E mentre parla il cuore gli salta nel petto. Non sa se per emozione o per rabbia.  

 

Onorevole Currò, sabato andate in processione da Grillo a Firenze?  

«Io sicuramente no. Mi rifiuto. Non ha senso». 

 

Che fa, si ribella?  

«Non mi ribello. Ragiono. È surreale che centosessantratré persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi. Qui. In Parlamento. Saremo felici di confrontarci».  

 

Il capo politico del MoVimento però è lui.  

«Ma in Parlamento ci siamo noi. E questo luogo va rispettato».  

 

Il vostro leader non lo rispetta?  

«Non è questo il punto. Noi parlamentari non siamo automi. E nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore». 

 

N on lo siete?  

«No. Ma se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi». 

 

Chi è lei?  

«Un cittadino che vuole dialogare. Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità».  

 

Un errore non accordarsi con il Pd?  

«La parola accordo non mi piace. Ma io sono convinto che un confronto fosse - e sia - necessario». 

 

Cito Grillo: chi vuole l’accordo col Pd ha sbagliato a votarci.  

«I giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più. Non amo i toni drammatici, ma qui è una questione di vita o di morte. Ogni giorno ci sono imprenditori che si tolgono la vita e migliaia di persone perdono il posto. Non si può stare ad aspettare lo sfascio». 

 

Che si deve fare?  

«Discutere. Intervenire. Sarebbe tutto più facile se il Pd avesse la forza di rinunciare a Bersani». 

 

Il modello Sicilia?  

«Il modello Sicilia. Con in più la fiducia. Riflettiamoci». 

 

Niente esecutivo a Cinque Stelle?  

«Non credo che siamo pronti per governare da soli, bisogna avere la forza di riconoscerlo. Ci serve una nave scuola. Il MoVimento ha una forza straordinaria. Una grande energia. E ha spostato l’asse del dibattito politico. Quello che è successo è meraviglioso. Abbiamo un’occasione storica». 

 

Perchè il Pd sì e il Pdl no?  

«Perché col Pd la sensibilità è comune su molti temi. Penso agli immigrati, all’ambiente, ai diritti civili. Purtroppo in questo Paese la destra non ha un respiro europeo. E non dico altro». 

 

Non ha paura che la rete la crocifigga?  

«La rete è una risorsa insostituibile. Con la rete ci si deve confrontare. È sempre stata la nostra forza. Ma non può trasformarsi in un freno. Nel web trovi ogni cosa. Gente straordinaria e banditi. E serve intelligenza per mediare». 

 

Mediare? Grillo inorridirebbe.  

«Ma è per questo che siamo in Parlamento. Per servire i cittadini. Ce lo impone la Costituzione. Noi rappresentiamo il 25% del Paese. C’è un 75% che ha altre posizioni. La diversità è ricchezza». 

 

Sul vostro blog «gli altri» spesso sono descritti come nemici.  

«Questo è un punto chiave. I nostri elettori non sono diversi dai venti milioni di uomini e donne che hanno votato Pd o Pdl. E se non usi il buonsenso poi finisci per non stringere la mano alla Bindi. Una reazione distruttiva. Drammatica». 

 

Onorevole Currò, come prenderà questa sua intervista il gruppo di «comunicatori» che dovrebbero regolare i vostri interventi?  

«Non lo so e non mi interessa. A me può anche stare bene che venga nominato un gruppo che si occupa di comunicazione, purché la comunicazione non si sostituisca alla politica. Anzi, comprimiamo il potere dei comunicatori ed espandiamo quello dei parlamentari. Altrimenti la nostra diventa solo propaganda. E a me la propaganda puzza di fascismo». 

 

 

Il dibattito scatenato dall’articolo di Malaguti sulla pagina Facebook del grillino Currò  

 

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IN PARLAMENTO LA CRISI NON ESISTE. GLI INCREDIBILI PRIVILEGI DEI DIPENDENTI DI CAMERA E SENATO

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                         ...ed io pago !

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Un documento riservato di Palazzo Madama datato fine 2012, riporta gli stipendi lordi dei dipendenti, con gli scatti per ogni anno di servizio e la simulazione della loro curva retributiva. Le scandalose progressioni di stipendio di commessi, uscieri, segretarie e funzionari, grazie ai 13 (!) sindacati interni - 28 richieste di pensionamento anticipato a 52 anni - Malaschini, Segretario generale del Senato, una liquidazione di 1,2 mln € e una pensione da 520mila l’anno; inoltre , grazie a Monti  per i suoi  rapporti col Parlamento, prende dopo la pensione, 1.500 euro al giorno.

I dipendenti sono circa 800 al Senato, 1.540 alla Camera, distinti in commessi, uscieri, stenografi, addetti alle pizzette in buvette, segretarie, assistenti e dirigenti.

Le tabelle ( scovata da Marzia Maglio di Ballarò ) sono il frutto di un tentativo, fatto dagli appositi comitati per il personale di Senato e Camera, di ridurre un po' gli stipendi finali dei dipendenti del Parlamento, portandoli da 27mila a 21mila euro per il livello fine carriera.

Naturalmente nulla da fare dopo il niet dei sindacati compresa la Cgil , la più decisa a difendere i privilegi dei lavoratori da 30mila euro al mese.

Vediamo qualche dettaglio :

commessi e barbieri : stipendio iniziale lordo  2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera. Dopo soltanto 12 mesi, per contratto, scattano rispettivamente a 2.659 euro e 3.199.

Con 40 anni di anzianità l'ultimo stipendio dell'usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all'anno, come un dirigente di una grossa azienda.

Assistenti  amministrativi  (le segretarie che fanno le fotocopie e mandano le convocazioni delle commissioni),  partono appena assunti da 3.048 euro al mese e finiscono la carriera con 12.627 euro mensili al Senato e 11.949 alla Camera.

Funzionari,  partono da 3.700 come neoassunti e finiscono a 17mila euro, fino ai dirigenti, che progrediscono da 5.593 a 27.885 euro mensili.

Quando la Corte costituzionale ha bocciato il taglio del 5% sugli stipendi pubblici oltre i 90mila euro, i dipendenti del Senato hanno fatto ricorso. E Palazzo Madama ha dovuto sborsare 2,2 milioni sull'unghia per risarcirli. Mentre le casse pubbliche andavano, e vanno, a picco. Capito cari esodati dove vanno a finire i vostri soldi?

 

 

 

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