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Blog  di Caranas

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Fuscaldo : come un cordone ombelicale mai tagliato

3 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

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di Caranas

Ci sto provando in tutti i modi a staccarlo ‘sto cordone, non per la mia terra madre, ma per i molti stromboli della diaspora e non che vi hanno abitato o continuano ad abitarci.

Pare che “I terroni salveranno l’Italia” (Uomini e donne del Sud – Ritratti di vite straordinarie e dell’orgoglio meridionalePaolo Brogi), io però non ci credo affatto, se mai , e se dovessi considerare la maggioranza dei miei corregionali (leggi paesani) d’origine, l’affosseranno; soprattutto quelli che : “perché dovrei pagare due euro per le primarie di Bersani ?”.

Ci sto provando dicevo, e poi, come dico sempre ai miei amici di giù, riprendo l’aereo per tornare a quella che considero ancora “la mia casa”.  E già a settembre, appena tornato, avverti la sensazione di un’energia intatta, calamita irresistibile che ti farebbe fare subito il percorso inverso, poi però pensi alla ‘ndrangheta e ai deficienti ‘ndrini di fons calidus, e rimani saldamente ancorato al Nord dove almeno, anche se non sei il figlio di tal dei tali fascista o democristiano, sei comunque qualcuno.

Ma come cavolo ti può venire la voglia di restare e fare gruppo con quelli ammalati, ma ammalati davvero e solo per interesse personale, di restanza ?

No, non se ne vanno dalla loro terra, restano lì perché lì è tutto più facile, anche se sei insegnante, puoi sempre metterti in malattia e stare a casa a non fare un cazzo dalla mattina alla sera.

E’ più facile dicevo, c’è la nonnina, mammina, il paparino, l’amministratore a cui hai dato il voto e che prima o dopo ti darà un posto di facchino in ospedale, ci sono i funghi a gratis (basta andare a cercarli) , c’è tanto sole (ma anche la pioggia che devasta strade e tutto) , ci sono i maccarruni pronti e tra poco a giurgiulena , ma fissiamu ?  Se c’è ancora qualcosa che ammiro di questa mia terra disgraziata sono solo le sindachesse della Locride, loro si che hanno le palle.

 

 

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Ha vinto il MIGLIORE !

3 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Salute

3 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

A Roma rischiano di chiudere molti centri dialisi: che ne sarà dei malati?

La Sanità del Lazio sta vivendo uno dei momenti peggiori della sua storia. Oltre ai tagli dei posti letto per acuti, un settore molto delicato, che rischia il collasso  , è quello dell'emodialisi , che ha dei costi davvero elevati. Per questo molti centri dialisi, soprattutto privati convenzionati, rischiano di chiudere, non ricevendo regolarmente i pagamenti dalla regione. Ma a rischio sarebbero anche i centri pubblici. E' notizia di pochi giorni fa che l’ambulatorio di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale San Giovanni di Roma, uno dei più grandi complessi ospedaleri della capitale, è a rischio. Oggi il reparto è sempre più sott’organico: da gennaio ad oggi si è passati da sei medici a tre. E quindi alcuni servizi vengono chiusi, e i pazienti dializzati vengono ridotti. La situazione è tale che gli utenti di questo reparto oggi vengono invitati a recarsi in altre strutture. Solo che, oltre al privato, la sanità italiana non offre molto. Molto a rischio la situazione del DIAGEST, gestito appunto dalla società Diagest in convenzione con la Asl Roma A e nata come propaggine ( unità decentrata) dell'’ospedale San Giacomo, ( poi chiuso) : una delle strutture piu' grandi per numero di dializzati ( 1200 dialisi al mese con 85 pazienti). La Asl RMA non pagherebbe da un anno, e le ditte fornitrici minacciano di bloccare le forniture. Che ne sarà di questi poveri pazienti, considerando anche il rischio per gli operatori sanitari? Purtroppo si parla poco nei media della dialisi, ma credo che meriti la giusta attenzione.

 
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Calice amaro per Netanyahu (Bibi)

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Si e' rivelato un calice molto amaro, per il premier israeliano Benyamin Netanyahu, il voto sulla Palestina. Da tempo la diplomazia dello Stato ebraico non pativa una sconfitta tanto bruciante. Per tutta la giornata i portavoce governativi hanno insistito che ''all'Onu i palestinesi beneficiano sempre e comunque di una maggioranza automatica''. Ma il sostegno elargito al presidente Abu Mazen da Paesi chiave in Europa (fra cui Italia o Francia) ha infine messo drammaticamente in evidenza l'isolamento di Israele, al cui fianco sono rimasti al dunque sulla sparuta trincea del 'no' solo Usa, Canada, Repubblica Ceca, Panama e un pugno di isolotti remoti: Marshall, Micronesia, Narau e Palau. Con tutto questo, Netanyahu non ha lasciato dubbi sul fatto che la politica israeliana non cambiera'. Il voto sulla Palestina, ha avvertito, ''non modifichera' alcunche' sul terreno'' e neppure avvicinera' la costituzione di uno Stato palestinese vero: ''Anzi la allontanera' ''. Perche' questo avvenga ci sono da parte israeliana almeno tre condizioni fondamentali: il riconoscimento di Israele come Stato del popolo ebraico; la proclamazione della fine del conflitto; l'ok all'adozione di misure di sicurezza per Israele. ''Di tutto cio' - ha tagliato corto - non si fa menzione nella risoluzione sottoposta all'Onu. Per cui ci opponiamo''.

 

 

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Regione Sicilia, mensa d’oro: fritto misto a 3 euro, il resto lo pagano i cittadini

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Incominciamo bene ??

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Menu da gourmet a prezzi stracciati per i dipendenti dell'Assemblea regionale. L'insalata costa un euro, il caffè 45 centesimi (15 in meno di quanto pagano gli studenti dell'università di Palermo). Ogni mese l'ente "ripiana" alla società di gestione 31mila euro più iva. La denuncia on line dei Consiglieri 5 Stelle

Un frittura mista di triglie o calamari costa 3 euro e 38 centesimi. Lo stesso prezzo di un vasto assortimento di ottimo pesce locale alla griglia. Per la mitica pasta al forno bastano invece 2 euro e 25 centesimi, ma in alternativa si può optare per un ottimo piatto di cannelloni. A prezzi stracciati antipasti e contorni: un’insalata mista costa un euro e tredici centesimi, per un euro e cinquanta si può invece chiedere una caprese o una squisita parmigiana. Poco più di un euro infine il prezzo delle bibite, dall’acqua al vino bianco. Costo totale dell’ottimo e abbondante pasto? Undici euro, molto meno di una pizza e una birra in una qualsiasi pizzeria media.

Basta un rapido confronto con i menù degli altri ristoranti per sciogliere ogni dubbio: in Sicilia il posto in cui si mangia meglio in cambio di pochi spiccioli è la mensa dell’Assemblea regionale siciliana. Dove per consumare simili leccornie si usano piatti di ceramica e posate d’argento. Un ristorante dei sogni in cui perfino il caffè o i pezzi di rosticceria sono sottocosto: per un espresso i deputati del parlamento più antico d’Europa pagano infatti 45 centesimi, 38 per un cornetto, 90 per un’arancina. Prezzi davvero stracciati, soprattutto se si pensa che a poche centinaia di metri da Palazzo dei Normanni, gli studenti dell’università di Palermo fanno colazione alla mensa universitaria pagando il caffè ben 60 centesimi.

Ma all’Assemblea regionale siciliana non vogliono farsi mancare nulla: almeno una volta al mese è servito un menù tipico siciliano, mentre su richiesta è possibile anche farsi preparare pietanze etniche e aperitivi rinforzati. Ma come fanno alla mensa dell’Ars a praticare prezzi così irrisori, senza fallire in meno di un mese, avendo anche l’obbligo contrattuale di servire “vini di prima qualità” e “pesce esclusivamente fresco del Mediterraneo”? Il pranzo completo, che ai deputati costa appena 11 euro, ha infatti un valore che oscilla dai 35 ai 45 euro. E infatti per i dipendenti dell’Ars i prezzi sono un po’ superiori rispetto a quelli praticati agli onorevoli. La differenza però non è così ampia.

Chi paga il resto? “I prezzi cambiano improvvisamente quando a pagare sono i cittadini” rispondono gli attivisti siciliani del Movimento Cinque Stelle. I ragazzi di Beppe Grillo, che alle ultime elezioni regionali hanno eletto ben quindici deputati all’Ars, hanno pubblicato sul loro sito il menù della buvette del parlamento più ricco d’Europa. E spulciando nel capitolato della gara d’appalto bandita dall’Ars per il servizio di bar e ristorante si sono accorti che i prezzi irrisori pagati dagli onorevoli per pranzi luculliani sono stabiliti da contratto. “La ditta – si legge nel bando – dovrà praticare la percentuale di ribasso del 35% rispetto alla media dei prezzi di listino, consigliati dalle associazioni di categoria più rappresentative operanti nella piazza di Palermo”.

Come fa dunque la ditta che gestisce la buvette dell’Ars a rientrare del maxi sconto praticato agli onorevoli? Semplice, ogni mese l’Ars provvede a integrare il prezzo dei menù degli onorevoli con 31 mila euro ( più Iva) che elargisce direttamente all’azienda. Ma non è finita. Perché un capitolo del bando di gestione del ristorante più conveniente di Sicilia è dedicato anche allo staff che dovrà servire i pasti agli onorevoli. Uno staff d’eccellenza che dovrà avere “il gradimento dell’Assemblea”. Un gradimento tutto particolare. Perché all’Ars, anche i camerieri e i cuochi possono accedere a privilegi che altrove semplicemente non esistono. Per esempio ai lavoratori della buvette che hanno raggiunto “una continuità lavorativa di almeno 10 anni, ancorché con diversi appaltatori” spetta un “premio di gradimento” che equivale praticamente ad un benefit mensile di mille e cento euro in più in busta paga. In pratica un secondo stipendio che viene sommato al primo, ogni mese, per ben 14 mensilità. Una “mancia” facilmente raggiungibile dato che il contratto che l’Ars stipula per appaltare la gestione del ristorante obbliga la società di catering a riassumere tutto il personale già impiegato precedentemente alla buvette.

Come dire: squadra di camerieri che vince, non si cambia. Anche lì, chi paga questa mancia contrattuale a cuochi e camerieri? “Ovviamente i cittadini (a loro insaputa)” scrivono sempre gli attivisti del Movimento Cinque Stelle. Che poi si chiedono: “Un momento in cui la disoccupazione nazionale ha raggiunto livelli record sfiorando l’11% (aumentata del 25% rispetto al 2011), come si può giustificare una svista di tale entità da parte di tutte le forze politiche che hanno permesso un doppio stipendio a delle figure gradite?”.

fonte : Il Fatto quotidiano

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Le temperature calano , Natale si avvicina

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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Sallusti ai domiciliari, poi evade. Arresto convalidato: è di nuovo a casa

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

La polizia era andata a prelevarlo in via Negri e l'aveva portato nel suo appartamento, da dove il direttore è uscito violando la legge. Il giudice ha fissato la prossima udienza il 6 dicembre. Per questo reato si rischia una pena che va da uno a tre anni di reclusione.

 estratto da : Il Fatto Quotidiano | 1 dicembre 2012

 E’ stato arrestato perché è evaso, violando immediatamente gli arresti domiciliari. Verrà processato per direttissima il 6 dicembre. Per il reato di evasione si rischia una pena che va da uno a tre anni di reclusione.  Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti ha dichiarato davanti al giudice che si è trattato di un “gesto simbolico” e che ora si impegnerà a “rispettare le prescrizioni del giudice di sorveglianza”. Il giornalista è stato arrestato e portato in tribunale dopo che ha lasciato la sua abitazione presso la quale avrebbe dovuto scontare la detenzione ai domiciliari. Nelle prescrizioni disposte dal giudice di sorveglianza Guido Brambilla gli era consentito uscire dalle 10 alle 12, quindi l’aver abbandonato il domicilio è stato considerato tecnicamente un’evasione.

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Commento : non sono d'accordo sull'arresto (se pur ai domiciliari - ma lui appartiene alla casta, non è mica un ladro di galline) del giornalista. Io però non dimentico l'arroganza di Sallusti e tutto il male fatto agli italiani in questi anni di governo Berlusconi. Non mi piace più neanche D'Alema, ma quel " vada a farsi fottere" che si può ascoltare in questo video (vai al minuto 3.46), ci stava tutto. Eccome !

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Ballottaggio BERSANI-RENZI - I sondaggi

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

L’ultimo sondaggio sul ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra è stato pubblicato stamane sul proprio sito dall’isituto Ipsos. I consensi del segretario Pd vengono stimati tra il 56 e il 59%. Mentre il sindaco di Firenze si ferma al 42,5% circa (forchetta 41-44%). Questa rilevazione sostituisce il precedente sondaggio Ipsos realizzato lunedì scorso (26 novembre) e reso noto il giorno seguente durante la trasmissione di Raitre Ballarò. La vecchia rilevazione era stata realizzata chiedendo agli elettori del centrosinistra chi vorrebbero vincesse la sfida delle primarie. Il 59% del campione aveva indicato Bersani, il 41% Renzi.

 

BERSANI A +13 – Gli ultimi dati di Ipsos abbassano leggermente la media di consensi del segretario Pd. Bersani stando ai dati diffusi negli ultimi sei giorni da otto diversi sondaggisti, mantiene circa 13 punti di vantaggio su Renzi (56,4% contro 43,6%). Il leader dei democratici oscilla dal 54% indicato da Coesis Research il 28 novembre al 59% stimato dall’Istituto Piepoli (dati diffusi dal sito Affaritaliani.it). Renzi, dunque, non va mai oltre il 46%. Il distacco tra i due candidati alla guida della coalizione alle prossime elezioni Politiche varia dagli 8 ai 18 punti percentuali.

 

POCHI INDECISI – Il sondaggio dell’istituto Quorum di Lorenzo Pregliasco (pubblicato sulla Stampa il 28 novembre e realizzato intervistando gli elettori del primo turno) tiene contoanche della quota (stimata al 6%) dei votanti indecisi quale candidato scegliere o se recarsi nuovamente al seggio. Ripercentualizzando i dati realmente comunicati da Quorum, al netto degli indecisi il consenso di Bersani passa dal 53 al 56,4%, quello di Renzi dal dal 41 al 43,6%.

8 SONDAGGI IN 6 GIORNI – I dati di Ipr Marketing sono stati diffusi al Tg3. I numeri di IspoRicerche, invece, sono stati comunicati da Renato Mannheimer a Porta a Porta. SpinConha realizzato il suo sondaggio per il quotidiano L’Opinione. Le cifre di Swg sono state rese note durante il programma di Raitre Agorà. Quelle di Coesis (Bersani al 52-56% e Renzi al 44-48%) sono state presentate dal fondatore  e direttore dell’istituto ricerca, Alessandro Amadori, al sito Ilsussidiario.net.

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Ma che bella canzone... grande Irene

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Scie chimiche

30 Novembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #NOTIZIE OGGI

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