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Blog  di Caranas

Post con #politica tag

M5S primo partito col 30 %

9 Marzo 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

L'inchiesta Consip sembra mostrare le prime conseguenze per i partiti in termini di consenso, con le intenzioni di voto degli italiani che nell'arco di appena una settimana denotano oscillazioni non di poco conto: Movimento 5 Stelle primo partito col 30%, Pd scende al 25,2%. Il 45,1% degli intervistati nella rilevazione di Index Reasearch per Piazzapulita vuole le dimissioni del ministro Luca Lotti

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Salvini Matteo contestato a Napoli

8 Marzo 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Un 8 marzo difficile per Matteo Salvini a Napoli. Diversi manifestanti hanno contestato la sua presenza in città: scontri tra le forze dell'ordine ed i manifestanti si sono verificati vicino alla sede del quotidiano Il Mattino, a Napoli, dove il segretario della Lega Nord era ospito di un forum. Momenti di tensione anche tra le manifestanti e le forze dell'ordine, dall'altra parte della strada, in via Chiatamone. Le manifestanti hanno provato a forzare il cordone di sicurezza degli agenti in tenuta antisommossa, ma sono state fermate.

I ragazzi dei centri sociali hanno intonato cori contro Salvini e quelli di Insurgencia hanno raccontato la protesta via social. 
La risposta di Salvini è che "L'Italia vince o perde tutta insieme. Ai napoletani dico conosciamoci, impariamo a stimarci - ha proseguito - ciascuno con le sue identità. L'Italia è bella perché è diversa, ci sono ottomila comuni, ottomila campanili, ottomila profumi". Quindi, ha concluso, "la mia convinzione, rispetto alla Lega del passato, è che l'Italia vince o perde tutta insieme".
Il segretario ha poi nuovamente attaccato il sindaco della città. "A me spiace che Napoli sia rappresentata da gente come De Magistris che dice che Salvini non deve venire in città. Ma chi sei? Fai il sindaco, occupati di parcheggi e case popolari" ha detto in riferimento alle posizioni del sindaco circa la sua visita a Napoli. "Io ce l'ho con la politica del Sud, con la Regione Campania che non spende i fondi europei, con i sindaci che non fanno i sindaci"

[f. Huffingtonpost]

 

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Beatrice Lorenzin: "Bisogna tagliare anche l'Irpef"

7 Marzo 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

"Rilanciamo e tagliamo le aliquote Irpef per ridare poter d'acquisto a famiglie e lavoratori". Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è determinata: va benissimo il piano a cui sta lavorando Gentiloni per abbassare le tasse sul lavoro ma deve essere solo il primo passo. Subito dopo è necessario pensare a come dare un po' di respiro al ceto medio. Dall'altra parte della cornetta, il ministro di Ncd appare baldanzosa, decisa a giocarsi tutto in quest'ultimo scorcio di legislatura, che a quanto pare ormai avviarsi a scadenza naturale. Cosa che ovviamente a lei non può che far piacere visto che è stato il primo ministro di un partito che pesa negli equilibri della maggioranza a sostenere questo percorso. "Si è trattato di semplice buon senso. Buon senso che va nella direzione di chi vuol bene agli italiani e non vuole che una stagione di riforme avviate con Renzi termini in modo improvviso e traumatico".

CONTINUA SU :

http://www.huffingtonpost.it/

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Oggi tira lo stesso vento del ’92 e fra poco vedremo anche le monetine

4 Marzo 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Questo ultimo anno lo sto vivendo come quello di disaffezione alla politica. Ho letto poco fa che Renzi ha detto di suo padre che se è colpevole , allora pena doppia. Ma l’ex premier ci ha ormai abituato alla sue posizioni arroganti di dire e non mantenere o di dimenticare. Col suo governo ha fatto solo la caciara tipica dei politici da playstation della sua generazione. Ebbene sì, a molti di noi manca la serietà politica divertente e fiduciosa di Bersani. Ma ormai...  Rifare l’Ulivo? No, non mi va affatto, ancora non ho digerito Bertinotti e Diliberto ma anche Vendola. In realtà mi manca Berlinguer e sento che soffia all’improvviso una certa aria di ’92, di monetine, anche nei dettagli. C’è il mariuolo corrotto che sembrava irrilevante, e invece non lo era. Ci sono tantissimi indagati che riempiono i verbali con chiamate di correo. C’è Verdini condannato a 9 anni che resta saldo inchiodato alla sua poltrona. C’è una classe dirigente impietrita, impreparata e confusa, che neanche può prendersela con i giudici, che sono gli stessi di Mafia Capitale. Ci sono opposizioni, il M5S e la Lega, sicure di ricavarne dividendi enormi, ma anche lì sappiamo come finì a suo tempo la gioiosa macchina da guerra.

 

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Vitalizi, poniamo fine al privilegio

27 Febbraio 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA, #VITALIZI

 

[ Fonte : Il FattoQuotidiano.it]

 

Il libro "Orgoglio e vitalizio" (Paper First) di Primo Di Nicola, Antonio Pitoni e Giorgio Velardi, racconta tutti i segreti dei privilegiati del Parlamento. E lancia una proposta equa, semplice e realizzabile in tempi rapidi per promuovere un nuovo regolamento, eliminando una volta per tutte le ingiustificate posizioni di rendita maturate. Ora parte la raccolta firme su Change.org per aderire

Quello dei vitalizi è uno dei più grandi scandali della Repubblica. Per gli sfacciati privilegi che i parlamentari si sono dati, per lo spreco di risorse che hanno comportato e comporteranno, per il peso che continueranno ad avere sui bilanci di Camera e Senato, dunque sulle finanze pubbliche.

C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare anche oltre 10 mila euro netti mensili. Cifre che i comuni cittadini neanche si sognano.

Vero che a partire dal 2012 il sistema è stato riformato. E il vecchio sistema di calcolo dei vitalizi è stato rimpiazzato dal contributivo. Ciononostante, il trattamento dei rappresentanti del popolo continua a presentare elementi di smaccato favore rispetto a quello riservato ai normali lavoratori. A cominciare dall’età pensionabile.

Ecco un esempio. Gli eletti per la prima volta nel 2013, se la legislatura durerà almeno 4 anni 6 mesi e un giorno, con 5 anni di contributi versati, matureranno a 65 anni il diritto ad una pensione di circa mille euro. Chi sarà eletto anche per un secondo mandato, con 10 anni di contributi, potrà iniziare a percepire l’assegno previdenziale addirittura a 60 anni. Mentre, a partire dal 2018, l’età minima richiesta ai comuni cittadini per andare in pensione salirà a 66 anni e 7 mesi.

Per modificare il trattamento previdenziale degli ex parlamentari e rimuovere questo scandalo, non servono né leggi né complesse riforme costituzionali. Basta un semplice cambiamento ai regolamenti interni sui vitalizi varati dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Esattamente come uno dei tanti fatti nel corso del tempo ai primi regolamenti approvati negli anni Cinquanta. E che, progressivamente, hanno determinato le distorsioni e le posizioni di favore che conosciamo per onorevoli e senatori. Ed è proprio agli Uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama che questa proposta-appello si rivolge. Affinché, attraverso un nuovo regolamento, eliminino definitivamente e una volta per tutte le ingiustificate posizioni di rendita maturate dagli ex parlamentari prima della riforma del 2012 e quelle che, anche dopo quest’ultimo intervento, sono rimaste praticamente inalterate.

Ecco cosa proponiamo.

1) Ricalcolare tutti i vitalizi attualmente in essere con il sistema contributivo in vigore a Montecitorio e Palazzo Madama dal 2012. E che prevede, in sostanza, un ammontare di circa 200 euro lordi al mese per ciascun anno di mandato parlamentare.

2) Elevare il limite d’età per la percezione dell’assegno previdenziale allo stesso livello previsto dalla legge Fornero per i comuni lavoratori.

3) Introdurre un tetto massimo al vitalizio di 5.000 euro lordi al mese. Anche per coloro che, avendo rivestito cariche in diverse assemblee elettive (Parlamento nazionale, Parlamento europeo e Consigli regionali), percepiscono o percepiranno, in base alle regole attualmente vigenti, più assegni previdenziali.

4) Analogo tetto deve valere anche per tutti coloro che godono o godranno di un trattamento previdenziale frutto dei contributi versati nel corso della propria carriera professionale: se la pensione maturata attraverso l’attività lavorativa privata è pari o superiore a 5.000 euro lordi al mese, l’ex parlamentare non avrà diritto al vitalizio erogato dall’organo elettivo nel quale ha svolto il mandato, ma solo al rimborso dei contributi versati.

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Assemblea Pd, Bersani: "Se aprono strada a vittoria della destra, li vado a cercare"

22 Febbraio 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

"Io con il mio misero 25 percento ho consentito la nascita del primo governo del Pd della storia. Se questi con il 40 percento al prossimo giro fanno arrivare un governo della destra li vado a cercare". Così l'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani parlando in collegamento con "In mezz'ora" a margine dell'assemblea del partito, risponde all'attacco di Renzi che nel suo discorso ha evidenziato come sotto la sua segreteria i Democratici siano passati dal 25 percento delle politiche del 2013 al 40 percento delle elezioni europee nel 2014 e del recente referendum sulla riforma costituzionale. "Non è pensabile che il risultato del referendum si possa trasferire alle elezioni politiche", ha ribattuto Bersani

 

f. HPost

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Tangentopoli- chi se ne frega

17 Febbraio 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Da domenica scissione. Il PD di Renzi non ci sarà più

17 Febbraio 2017 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Tutto si muove , d’altra parte la sinistra è sopravvissuta sino ad oggi a colpi di scissione. Ricordate il contesto di scontro in atto all'interno del movimento operaio internazionale tra la corrente riformista e quella rivoluzionarianel 1921 a Livorno? Ora interviene anche «Fassino Ho letto, Pierluigi, la tua lettera all'Huffington Post, che riprende e argomenta temi da te già espressi nella riunione della Direzione del Pd e con cui è giusto fare i conti, perché evidenziano questioni vere che nessuno può eludere.

Il confronto tra noi è reso più necessario per la lunga comune storia che ci ha visto camminare insieme per tanti anni e, in particolare, nei sette anni in cui sei stato al mio fianco nella guida dei Ds e poi negli anni della tua segreteria a capo del Pd. Insieme abbiamo concorso con Romano Prodi a creare l'Ulivo. Insieme abbiamo guidato i Ds a fondare il Partito Democratico. Vi sono dunque buone ragioni perché noi si agisca per evitare scelte da cui né l'Italia, né il Pd trarrebbero beneficio “

Abbiamo capito, Fassino sta per vendere il cucucu a Renzi: “se c'è una cosa che non può essere rimproverata a Renzi è di avere nostalgie per il passato.”

Ed ancora : “In tutta Europa il bipolarismo è di coalizioni, incardinate su un partito "maggioritario" affiancato da alleati. È così non può che essere anche in Italia. Ma questo richiede un percorso di ricostruzione politica che sarà tanto più possibile in quanto esista un Pd forte. Con Pd mutilato da una scissione anche la costruzione di un'alleanza di centrosinistra sarebbe assai più difficile.”

Mutilato di una sua parte il Pd è più debole; si precarizza il governo e la sua maggioranza (proprio mentre si dice che li si vuole rafforzare); si rende più difficile la costruzione di un campo di centrosinistra; si offre alla destra e a M5S la opportunità di vincere i prossimi appuntamenti si compromette irrimediabilmente l'unico progetto politico in grado di dare all'Italia un futuro. (Sic ! Fassino dimentica la batosta dell’ultimo referendum).

Dopo queste affermazioni di un ex segretario del PD, non c’è scelta, scissione e subito con Pisapia alla guida di una nuova sinistra. Non cambierà un catz e allora viva l’anarchia.

Al momento l’idea su cui sono già in corso parecchie riunioni prevede che sabato, all’iniziativa di Testaccio, sarà presentato un documento che, in sostanza, fa propri questi concetti, benedetto dagli applausi di una kermesse che di ora in ora si sta trasformando in dimensioni e impatto politico. Al Teatro Vittoria i posti sono circa seicento. Dice un organizzatore: “Dobbiamo mettere i maxi-schermi fuori, arriverà gente da tutta Italia. Quelli del nord si chiedono a quel punto che ci andranno a fare domenica all’assemblea del Pd”. La risposta è: a presentare il documento manifesto, che a quel punto sarà bocciato. E questa dovrebbe essere la formalizzazione della rottura. Almeno questa è l’idea su cui si lavora in queste ore.

Determinati gli ex ds, a partire da Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani. Più prudenti quelli vicini a Michele Emiliano temono che il governatore della Puglia possa essere risucchiato dalla Ditta. Anche per questo è in atto un ragionamento approfondito sul nome, su cui sono a lavoro i dirigenti politici e gli sherpa di società di comunicazione. Massimo D’Alema, ad esempio, ha suggerito di evitare la parola “partito” e di utilizzare la parola “movimento” più in sintonia coi tempi e che dia l’idea di una “costituente” aperta, larga, plurale. E accogliente. Forse con un richiamo all’Ulivo già dal nome, in modo che si capisca subito che non è la riedizione di una “Cosa rossa” o “Cosa 3”.

 

In parecchi in questi giorni hanno avuto contatti con Giuliano Pisapia, nell’auspicio di coinvolgerlo nell’avventura con suo Campo Progressista. Riferisce chi ha parlato con lui: “Giuliano è consapevole, basta vedere le sue dichiarazioni in tv di ieri, che se dal Pd esce la sinistra e il Pd diventa il partito di Renzi, non può fare la foglia di fico del renzismo. Il punto è che in parecchi attorno a lui, da Tabacci e Franco Monaco, lo vogliono su una posizione autonoma. Il dialogo di questi giorni serve appunto a costruire un percorso assieme”.

Da tempo alla Camera non si vedeva Franceschini presidiare il territorio come oggi. Perché addirittura persino tra i suoi serpeggia l’inquietudine. Per non parlare degli altri. La corrente dei turchi è implosa. Quella di Martina quasi, con Cesare Damiano che sente il richiamo della foresta. E che ha la maggioranza all’interno della corrente Sinistra è cambiamento. Tra gli ex ds è l’ora del tormento, ma in parecchi sono turbati: Beppe Fioroni, ad esempio. Molto. E con lui i Pop-dem, ovvero gli ex Popolari che lo seguono.

Il pallottoliere dice che il nuovo gruppo parlamentare alla Camera al momento è sopra quota 40, compresi gli ex Sel di Arturo Scotto. Oltre venti al Senato. C’è chi vorrebbe i gruppi già lunedì, ma potrebbe slittare di qualche giorno. Meno due all’assemblea di sabato.

Sentite Del Rio (che poi con faccia di tolla ha smentito)

http://video.corriere.it/fuorionda-fatto-quotidiano-delrio-critica-segretario-renzi-neanche-telefonata-come-ca-si-fa-una-situazione-genere/c20d1ed2-f4f3-11e6-acae-b28574795707

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Ma quando finirà questo schifo?

14 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

 “Se perdo al referendum non mi vedrete più” Tutte le promesse non mantenute di Renzi e Pd.

 “Se vince il No finisce la mia storia politica”, “cambio mestiere e non mi vedrete più”, “con che faccia potrei restare?”, “il Pd si troverà un altro segretario”. E dai democratici, in coro: “non avremmo più autorevolezza, impossibile restare attaccati alla poltrona”, “lascerei pure io”, “e pure io!”.

 

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Ecco il nuovo (si fa per dire) governo Gentiloni

12 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

governo Gentiloni

 

In grassetto i nuovi ministri

Angelino Alfano, ministro degli Esteri;

Anna Finocchiaro, ministra dei Rapporti con il Parlamento;

Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia;

Marco Minniti, ministro dell'Interno;

Beatrice Lorenzin, ministra della Salute;

Roberta Pinotti, ministra della Difesa;

Giuliano Poletti, ministro del Lavoro;

Andrea Orlando, ministro della Giustizia;

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico;

Valeria Fedeli, ministro dell'Istruzione;

Enrico Costa, ministro degli Affari Regionali;

Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente,

Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e Trasporti;

Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo;

Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole;

Luca Lotti, ministro dello Sport;

Marianna Madia, ministra per la Semplificazione e la P.A.;

Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno.

 

Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio: Maria Elena Boschi.

 

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