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Blog  di Caranas

Post con #politica tag

Dall’adulazione al ripudio

11 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Basta un NO

Renzi ha perso e già come diceva D’Alema i sorci abbandonano la nave del renzismo. Non primo De Luca che ora lo definisce  “un presuntuoso e uno strafottente”. Si sa, non ha ricevuto i soldi promessi e gli ha preparato un #CIAONE insieme a quell’altro che anche lui aveva promesso di lasciare la politica in caso di vittoria del NO, “Se vince il No, lascio la politica”, aveva perfino detto Carbone (PD) , ma è ancora al suo posto. Intanto Verdini corre ad abbracciare Berlusconi.

In tutta questa storia, l’unica che merita rispetto è la umile Agnese.

 

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IL BEL PAESE - CONSULTAZIONI

9 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Maròòòòòòòò, ma quanti cazzi su ?

 

Alle 10 è arrivato al Quirinale il gruppo Misto del Senato.  Subito dopo è stata la volta del gruppo misto della Camera.

Alle 10.40 ascoltati i rappresentanti parlamentari della Sudtiroler Volkspartei.

Alle 11 tocca alla rappresentanza parlamentare della minoranza linguistica della Valle d'Aosta;

alle 11.20 l'esponente della componente Alternativa libera possibile (Al-P) del gruppo misto della Camera;

alle 11.40 è la volta dell'esponente della componente Udc del gruppo misto della Camera;

alle 12 è la volta l'esponente della componente Unione Sudamericana Emigrati Italiani del gruppo misto della Camera;

alle 12.20 l'esponente della componente FARE!-PRI del gruppo misto della Camera;

 alle 12.40 l'esponente della componente Movimento Partito Pensiero e azione (Ppa-Moderati) del Gruppo misto della Camera;

 alle 13 l'esponente della componente Partito Socialista Italiano (Psi)-Liberali per l'Italia (Pli);

alle 16.30 la rappresentanza di Democrazia Solidale-Centro Democratico (DeS-CD) ;

alle 17 rappresentanza del Gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l'Italia, Moderati, Idea, Alternativa per l'Italia, Euro-Exit, M.P.L.-Movimento Politico Libertas) del Senato;

alle 17.30 rappresentanza del Gruppo Civici e Innovatori (CI) della Camera;

alle 18 rappresentanza del Gruppo per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE del Senato;

 alle 18.30 rappresentanza del Gruppo Conservatori e Riformisti (CR) del Senato ed esponente della componente Conservatori e Riformisti (CR) del gruppo misto della Camera;

alle 19 la rappresentanza della Lega Nord e Autonomie del Senato e della Camera.

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Ecco come lo statuto PD porrà fine alla candidatura di numerosi suoi parlamentari ( più di venti)

7 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Così come recita l’art. 21 dello statuto PD, un nutrito gruppo di parlamentari renziani e non , non potranno più ricandidarsi in caso di elezioni politiche avendo raggiunto i 15 anni da deputato.

Vediamo chi sono :

  1.     Dario Franceschini
  2.     Pierluigi Bersani
  3.     Luigi Zanda
  4.     Nicola Latorre
  5.     Marina Sereni
  6.     Beppe Fioroni
  7.     Giorgio Tonini
  8.     Luigi Zanda
  9.     Ettore Rosato
  10.     Paolo Gentiloni
  11.     Roberta Pinotti
  12.     Sesa Amici
  13.     Gianclaudio Bressa
  14.      Antonello Giacomelli
  15.      Marco Minniti
  16.      Vannino Chiti
  17.      Roberto Giachetti
  18.      Rosy Bindi
  19.      Anna Finocchiaro
  20.      Michele Pompeo Meta
  21.      Ermete Realacci

 

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RENXIT . Che scoppolone di NO

5 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

VOLEVA CANCELLARE TANTE POLTRONE, HA CANCELLATO LA SUA E QUELLA DEL GOVERNO.

E bravo il Renzi che se ne va con un ottimo bilancio della sua esperienza di governo. Lasciando un’Italia più povera, gravata di tasse, con un debito pubblico salito a oltre 2.200 miliardi, crescita zero, un sistema bancario al collasso. Bravo il Renzi che sognava di passare alla storia come l’artefice della grande riforma costituzionalista, che incolpava la Costituzione del fallimento di ogni tentativo di migliorare l’Italia e che è riuscito, invece, in pochissimo tempo, in un capolavoro: farsi odiare da oltre metà del popolo che doveva governare. Che nell’ultimo anno ha dedicato tutto il suo tempo e le sue migliori energie a questioni di ingegneria costituzionale, alle regole che la “casta” si vuole dare, anziché a ciò che interessa veramente agli italiani: meno tasse, lavoro, sostegno alle piccole imprese, sanità, migranti. Che è riuscito a distruggere il suo stesso partito, dando ascolto al suo ispiratore, Napolitano. L’allora capo dello Stato lo chiamò affidandogli compiti ben precisi: riforma del lavoro, legge elettorale, riforma costituzionale, della pubblica amministrazione e arginare i 5 Stelle. Il suo unico successo è stato il deprecato Jobs Act, per il resto missione fallita. Amen.

 

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Referendum costituzionale, affluenza boom

4 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Referendum

Alle 19 ha già votato il 57,24% degli elettori

Oltre 46 milioni di italiani chiamati alle urne per confermare il ddl Boschi. Alta la partecipazione al nord 65,91% in Veneto ed Emilia Romagna. Percentuale più bassa in Calabria (44%). Città top Firenze: 67,3%

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REFERENDUM: LA SOLITA STORIA ITALIANA , STA AGLI ITALIANI NON “BERSI DI TUTTO”

3 Dicembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA, #REFERENDUM

  1. L’ERRORE DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA? ARRIVARE A GIUDICARE LA LEGGE ELETTORALE PER UNA PRECISA VOLONTA’ POLITICA
  2. VOTO NO PER IMPEDIRE ALLE BANCHE DI CONTINUARE AD ESSERE CONTRO IL POPOLO
  3. VOTO NO PERCHE’ AMO L’ITALIA E LA COSTITUZIONE
  4. VOTO NO PER RICOSTRUIRE UN’ALTERNATIVA CHE PRATICHI IL CAMBIAMENTO
  5. VOTO NO A CAUSA DI UNA CAMPAGNA ELETTORALE CHE LASCIA MACERIE E SU CUI QUINDI VA FATTA UNA CROCE: “NO
  6. VOTO NO PER NON CADERE NEL BARATRO CHE OFFRE IL SI
  7. VOTO NO PERCHE’ SI CHIUDE, CON LA BENEDIZIONE DI VERDINI, LA CAMPAGNA DEI CONSERVATORI PER IL SI’
  8.  VOTO NO PERCHE’  LA VITTORIA DEL SI’ SAREBBE IL TRIONFO DI RENZI E IL   NO UN PICCOLO PASSO AVANTI PER RESTITUIRE POTERE AL POPOLO
  9. VOTO NO PERCHE’ MI SENTO INFASTIDITO DA RENZI, PRODI E SANTORO
  10. VOTO NO AFFINCHE’ IL 4 DICEMBRE DIVENTI IL NOSTRO GIORNO DELL’INDIPENDENZA

 

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Ebbene sì, Renzi sta vincendo il referendum. Perché gli italiani hanno paura e qualche bonus l’hanno ottenuto.

30 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Molti di noi italiani il 4 dicembre andranno a votare; la partita è troppo importante e lo spauracchio di un terzo dittatore dopo Mussolini e Berlusconi (ricordate quando i suoi lo acclamavano Cesare?), porterà sicuramente tanti NO nelle urne.

Ma cerchiamo di capire il valore del voto del 4 dicembre  in riferimento alla quantità dei voti dell’una e dell’altra parte ; un piccolo schema riepilogativo delle varie possibilità che in questo momento possono raffigurarci il futuro dell’Italia.

Il dato fondamentale sarà chi prende un voto più dell’altro e vince.

Il fronte del “Si “ parte in qualche modo “avvantaggiato” nel senso che se dovesse vincere anche di un solo voto, avrebbe superato la prova e invertito le previsioni , certificando  il PD come grande partito riformatore unico contro tutti. Ma basterebbe un 49% per riconfermare Renzi segretario premier.

L’appoggio mediatico senza precedenti a Renzi, farebbe pensare a valori elevati in percentuale del SI ,  comunque sotto la soglia del 60% e questo comporterebbe una vittoria morale del No , cioè una PERDITA, ma ci siamo abituati. Ma tutto è incerto finora.

IPOTESI :

Ma facciamo alcune ipotesi a scaglione:

 

  1. SI vincente oltre il 54% :  Renzi potrà gridare vittoria e della riforma dell’Italicum non se ne parlerà più con conseguente scissione del PD guidata da D’Alema, a parte Cuperlo che rientrerà tra i renziani con buona compagnia di Franceschini che ha già fatto scorta di lecca-lecca;

 

  1.  SI vincente di misura, dal 50,1 al 52%: Renzi uscirebbe rafforzato dalla prova, ma non del tutto padrone della situazione. Chi l’ha aiutato passerà a riscuotere. Si dovrà decidere poi sul come e quando andare a votare.

 

  1.  NO vincente di strettissima misura: Renzi incasserebbe il colpo dimettendosi nella notte stessa dei risultati, ma resterebbe segretario del partito, nonostante gli insoddisfatti Franceschini, Emiliano, Rossi e qualche piemontese. De Luca invece farebbe il lutto. Renzi , in caso di nuovo incarico, dovendo trovare una maggioranza per una nuova legge elettorale dovrebbe rivolgersi a Fi che detterebbe le sue condizioni. Il fronte del no, ovviamente si scomporrebbe subito. Il M5s chiederebbe le elezioni subito, ma senza l’aiuto degli altri partiti  resterebbe nuovamente isolato.

 

  1.   Vittoria netta del NO fra il 54 ed il 56%: secca sconfitta di Renzi che si troverebbe subito una sommossa nel partito. Probabile inoltre  una pronuncia sfavorevole della Corte sulla costituzionalità dell’Italicum. Sarà molto difficile in tal caso  trovare l’accordo su una nuova legge elettorale con conseguente possibilità di andare a votare in primavera. Fine del renzismo.

 

  1.  Vittoria travolgente del No oltre il 56%: sarebbe la fine del renzismo ma anche del Pd. Le elezioni sarebbero inevitabili, salvo attendere il giudizio della Corte ed andare a votare con quel che resta della legge dopo la sentenza. Potrebbe ciò giovare alla destra che potrebbe riorganizzarsi approfittando di un sistema semi proporzionale.

 

 

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sondaggio referendum

28 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Referendum costituzionale 2016: i pro e i contro - Mancano pochi giorni al decisivo referendum costituzionale del 4 dicembre e a essere divisa sul Sì e sul No non è soltanto la classe politica italiana ma anche la stampa internazionale, che riflette la frenesia e gli umori discordanti registrati sui mercati nelle ultime settimane. L’Economist, attraverso un duro editoriale, si è schierato apertamente per il No, ipotizzando la formazione di un governo tecnico dopo le eventuali dimissioni di Renzi in caso di sconfitta del fronte del Sì. Il Wall Street Journal legge in maniera negativa il respingimento della riforma costituzionale con il voto di dicembre: il No, secondo il quotidiano statunitense, metterebbe a repentaglio la stabilità del sistema bancario del Belpaese e della moneta unica. Per il Guardian il referendum italiano rappresenta un test per la crescita del populismo nell’Occidente, dopo la Brexit e la vittoria di Donald Trump alle presidenziali USA. E TU COME VOTI?

 

 

 

AL REFERENDUM VOTO
 
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Come funziona il senato negli altri paesi europei

20 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Come funziona il senato negli altri paesi europei

La riforma costituzionale se passerà il SI al referendum, eliminerà il bicameralismo paritario delle istituzioni italiane. La funzione legislativa del senato sarà limitata e il numero dei senatori ridotto. In molti paesi europei, come Finlandia, Danimarca, Svezia, e Grecia, la seconda camera (Senato) o camera alta, non esiste nemmeno. Ecco un confronto tra le strutture parlamentari bicamerali di alcuni paesi europei: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

Francia

Il parlamento francese è composto da senato e assemblea nazionale ( deputati) . I deputati sono 577 mentre i senatori sono 348. L’elezione del senato avviene per suffragio indiretto: i senatori sono scelti da un collegio di 150mila grandi elettori tra gli amministratori locali. Tutte le leggi devono essere approvate da entrambe le camere, per un massimo di due letture in ogni ramo del parlamento. Quando non viene trovato un accordo, il governo incarica una commissione mista di deputati e senatori di mettere a punto un testo di compromesso, ma se anche questo non è approvato, la decisione finale è affidata alla sola assemblea nazionale, la cui maggioranza rispecchia l’esecutivo.

Germania

Il senato tedesco si chiama Bundesrat e non rappresenta esattamente un secondo ramo del parlamento accanto al Bundestag, la camera bassa (deputati) Infatti la Germania è una repubblica federale e il Bundesrat, che ha solo 69 membri, ha un potere legislativo limitato ad alcune materie, in particolare per quanto riguarda i land (le regioni tedesche), sulle quali ha anche diritto di veto sulle leggi proposte dal Bundestag. Solo la camera bassa dà la fiducia al governo ma, per approvare le riforme costituzionali, serve la maggioranza dei due terzi anche nel Bundesrat. I senatori sono nominati dai governi dei land ( regioni) , in numero proporzionale alla popolazione di ogni regione. I rappresentanti di ogni land devono votare allo stesso modo e, in assenza di un’intesa, sono obbligati ad astenersi.

Regno Unito

L’equivalente britannico del senato è la camera dei lord, o camera dei pari, che riunisce 26 lord spiritual, esponenti della chiesa anglicana a cui spetta un seggio di diritto, e 789 lord temporal, che in parte si tramandano seggi ereditari, e in parte sono nominati a vita dalla regina. Insieme alla camera dei comuniche ha 650 deputati – forma il parlamento del Regno Unito. Solo la camera bassa ( deputati) può chiedere le dimissioni del primo ministro o nuove elezioni, con una mozione di sfiducia o ritirando il suo appoggio. La camera alta ha un potere di controllo sull’attività legislativa e può rispedire una legge alla camera dei comuni per ottenere delle modifiche. La camera bassa ha comunque la facoltà di ignorare le indicazioni ricevute dai lord.

Spagna

Il parlamento spagnolo, le cortes generales, è composto dal congresso dei deputati e dal senato, che è eletto in gran parte a suffragio universale diretto: su 266 senatori, 57 sono eletti dagli organi legislativi delle autonomie locali. Solo la camera bassa vota la fiducia al governo, ma anche il senato ha poteri legislativi: può emendare o respingere i testi del congresso, che però può superare il veto della camera alta con un voto a maggioranza assoluta, tranne che per alcune proposte di legge. Tra queste, quelle che riguardano i diritti fondamentali e le autonomie locali, che richiedono maggioranza assoluta in entrambe le camere per l’approvazione. Infine, per attuare le riforme costituzionali serve una maggioranza dei tre quinti nei due rami del parlamento.

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Cammilleri vota NO

19 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Cammilleri vota NO

Lo scrittore siciliano, intervistato da Aldo Cazzullo, nell'urna dirà No: "Pur di votare - spiega - mi sottoporrò a due visite oculistiche, obbligatorie per entrare nella cabina elettorale accompagnato. Io le riforme le voglio: il Senato deve controllare la Camera, non esserne il doppione. Ma questa riforma è pasticciata. E non ci consente di scegliere i nostri rappresentanti". Il creatore del commissario Montalbano attacca a testa bassa il premier: "È un giocatore avventato e supponente. Mi fa paura quando racconta balle: ad esempio che il futuro dei nostri figli dipende dal referendum. Mi pare un gigantesco diversivo per realizzare un altro disegno".

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